FT, Unicredit: "Troppo grande per crescere". Le perplessità degli investitori

licenziamenti unicredit 2015

Il più importante giornale economico del Regno Unito, il Financial Times, ha dedicato un articolo alla nostra Unicredit. L'analisi di Rachel Sanderson si svolge intorno al piano presentato dall'amministratore delegato dell'istituto di credito, Federico Ghizzoni.

Secondo il quotidiano londinese, gli investitori sono piuttosto scettici sul futuro di Unicredit. Scetticismo che si è palesato anche sui mercati, visto che quasi due mesi dopo l'annuncio della ristrutturazione della banca il prezzo delle azioni ha subito un decremento anche del 20%. Ricordiamo che la ristrutturazione messa in campo da Ghizzoni è molto sostanziosa, e contempla anche un taglio del 14% del personale.

Il FT, sebbene il progetto sia stato presentato come il punto di inizio per un un futuro ambizioso, rileva che gli investitori sono rimasti freddi. Forse, almeno questa è l'ipotesi adombrata da Sanderson, si ritiene che l'ad. stia pensando di salvaguardare la propria posizione ai vertici dell'istituto più che a metterlo a riparo da possibili future crisi.

Certamente le difficoltà attuali della banca non sono imputabili a Ghizzoni. E' stato il suo predecessore, Alessandro Profumo, che "attraverso una serie di acquisizioni in Europa negli anni pre-crisi ha portato alla creazione di un gruppo con livelli di governance sovrapposti e funzioni raddoppiate". Tale espansione, naturalmente, comporta i suoi rischi.

Ricorda a tale riguardo il FT, che Unicredit vanta circa 84 miliardi di crediti deteriorati (quasi 1/5 del totale dei propri prestiti). E ciò è stato forse anche il frutto dell'espansione della passata gestione, che ha esposto la banca alle tensioni che si verificano in paesi come Turchia, Russia e Ucraina.

Conclude il FT, gli investitori temono "una una crisi profonda che possa condurre Unicredit a vendere i gioielli del gruppo, come le sue attività in Turchia e in Polonia o persino a scorporare il proprio ramo in Germania".

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