Caso Renault: Ipotesi software truccati. Un nuovo caso Volkswagen?

A worker of the Renault factory phones outside the factory on May 21, 2015 during a strike in Bursa, the centre of the Turkish car industry. The Turkey factories of Renault and Fiat have been ground to a halt in the past few days by a strike for higher pay and have also been joined by several auto parts manufacturers. AFP PHOTO / OZAN KOSE        (Photo credit should read OZAN KOSE/AFP/Getty Images)

La Renault come la Volkswagen? Così sembrerebbe dagli ultimi lanci di agenzia, che riprendono un comunicato diffuso dal sindacato Cgt del sito produttivo di Lardy. Secondo l'organizzazione, gli agenti della divisione anti-frode della polizia francese hanno effettuato nei giorni passati una serie di perquisizioni in alcuni impianti della nota casa automobilistica francese.

Gli inquirenti ipotizzano che dei motori diesel Renault siano equipaggiati con un software che permettono di eludere i controlli sulle emissioni. Tale sistema non differisce di molto da quello che ha innescato lo scandalo Volkswagen. Il sindacato francese rende noto che sono stati sequestrati alcuni personal computer ai dirigenti.

Proprio dopo il deflagrare della vicenda della casa automobilistica tedesca, la Renault, con tempismo perfetto, aveva riferito che era pronta ad investire 50 milioni di euro per operare nella piena regolarità. In sostanza, la cospicua somma doveva servire a mettere in linea i livelli effettivi delle emissione delle vetture con quelli registrati nei test.

Intanto, il titolo Renault ha già perso il 10% in borsa. Se le voci fossero confermante, la casa automobilistica rischia un tracollo. Tutto il settore automobilistico è in forte apprensione in queste ore, compresa Fiat (Fca), in affanno sui listini per le accuse di falsificazione dei dati sulle vendite negli Stati Uniti e per il forte decremento delle consegne in Russia.

Renault, ha confermato le ispezioni, ma nega che ci siano state truccati i test. Tuttavia, qualche settimana fa, una Ong tedesca aveva insinuato che i livelli di emissioni nocive della nuova Espace sarebbero tre le 13 e le 25 volte più alti dei limiti contemplati dalla legislazione sugli euro 6.

Gli stabilimenti oggetto di perquisizione sarebbero il centro ingegneristico di Lardy, a sud di Parigi, il tecnocentro di Guyancourt e quelli di Plessis-Robinson e Boulogne-Billancourt.

In borsa, sta andando male anche per PSA Peugeot Citroën. I mercati hanno paura che anche altre case automobilistiche possano essere oggetto di perquisizioni.


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