Cina: indagato per corruzione capo istituto statistico

Il capo dell'istituto nazionale di statistica della Cina Wang Baoan, “decano” degli statistici del paese asiatico e con un lungo corso da dirigente nel ministero dell’economia, è finto sotto indagine per corruzione. A metterlo sotto accusa l’ufficio anticorruzione riorganizzato dal presidente Xi Jinping. L’amministrazione centrale per le ispezioni disciplinari di Pechino ha fatto sapere ieri che "Wang Baoan è sospettato di gravi violazioni disciplinari" e che "attualmente è sotto indagine".

Tutto questo accade a una manciata di giorni dalla diffusione dei dati ufficiali del Pil cinese nel 2015 calato al 6,9% secondo le ultime stime per una crescita economica che si attesta ai minimi da 25 anni a questa parte e che nelle ultime settimane ha scatenato il panico sulle borse mondiali, per i timori di calo della domanda e degli investimenti esteri nel paese.

La vicenda Wang in ogni caso ha rinfocolato il dibattito sull'affidabilità delle statistiche macroeconomiche cinesi che diversi analisti esteri considerano gonfiate.

"Il tasso di crescita relativo al 2015 solleva molte domande piuttosto che fornire piena rassicurazione sulla vera dinamica di crescita dell'economia"

dice Eswar Prasad, professore di politica commerciale alla Cornell University ed ex numero uno della divisione cinese del Fondo monetario internazionale (Fmi). Senza dimenticare che il debito estero totale del Dragone era pari a 1.53 mila miliardi di dollari alla fine di settembre, in base ai dati ufficiali.

Wang, proprio prima che venisse diffusa la notizia dell'indagine a suo carico aveva difeso l'affidabilità dei dati statistici. L'attività del rinnovato ufficio anti corruzione ha colpito già parecchi esponenti della nomenklatura cinese cui spesso sono state comminate condanne penali molto pesanti.

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