Corruzione, Raffaele Cantone a Blogo: "Non ci sono vittime, solo complici"

A margine della presentazione del rapporto sulla percezione della corruzione di Trasparency International, avvenuta questa mattina a Roma, il Presidente dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) Raffaele Cantone ha rilasciato, in esclusiva per Blogo, una breve dichiarazione relativa proprio al tema della corruzione. Nell'ottica di un "cambio di mentalità", come auspicato dallo stesso Cantone nel corso del suo intervento al tavolo dei relatori, è infatti importante comprendere quali siano gli strumenti oggi a disposizione del cittadino non tanto per segnalare i casi di corruzione e concussione, la legge sulla protezione dei whistleblower (approvata la settimana scorsa dalla Camera)

Quali sono gli strumenti esistenti, oggi in Italia, per tutelare le vittime della corruzione?

"Nella corruzione non ci sono vittime, nella corruzione ci sono "complici". E nel nostro sistema, come in tutti i sistemi, chi paga viene punito come chi riceve a meno che non sia costretto: la vittima della corruzione non ci potrà mai essere, al limite c'è una vittima di concussione."

Sarò più preciso. Un imprenditore che si trova in qualche modo "costretto" a pagare una mazzetta per poter lavorare, e non denuncia, come può essere tutelato, da "vittima" di questo sistema?

"Costui ha la possibilità di denunciare e far arrestare il soggetto, ma non credo servano meccanismi di tutela. In extrema ratio ci si può rifare alla legge sui testimoni di giustizia, ma sempre nell'ambito del reato di concussione e non della corruzione."

Avete parlato dello scandalo Petrobras, in Brasile, come esempio principe di come un fatto di grande corruzione possa portare a ripercussioni economiche sul sistema paese. Ma anche da noi potremmo parlare di qualcosa di simile, mi viene in mente l'indagine su ENI aperta dalla Procura di Milano e relativa ad una presunta tangente da 1 miliardo di dollari pagata ai nigeriani per poter estrarre in una zona offshore.
In tal senso, lo scontro dello scorso anno proprio a Milano tra Bruti Liberati e Robledo su alcuni fascicoli di Expo ed altre procedure di indagine sugli appalti come può cambiare la percezione dell'opinione pubblica sulla corruzione e il perseguimento di questo reato da parte delle autorità?

"Io non credo che queste vicende siano in grado di incidere sulla percezione, le persone non si fanno un'idea in base a quello che può avvenire in uno scontro in procura. Io posso riportarle l'esperienza che ho avuto, sono arrivato dopo ad occuparmi di Expo a Milano: la procura di Milano non ha fatto sconti a nessuno. La procura di Milano ha arrestato una persona mentre facevamo le nostre attività in fase di indagine, mandato un avviso di garanzia ad uno dei vertici di Expo ma per una vicenda che non aveva nulla a che vedere con Expo. Credo che non siano stati fatti sconti a nessuno."

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