Draghi: una cospirazione per tenere bassa l’inflazione

Un complotto per tenere bassi i prezzi. A evocare la cospirazione di non meglio precisate entità, non è un nessun teorico appassionato di misteri e complotti vari ma il numero uno della Banca centrale europea, Mario Draghi:

“Ci sono forze nell'economia globale di oggi che cospirano per tenere bassa l'inflazione"

ha detto stamattina il presidente della Bce durante un discorso a Francoforte, aggiungendo poi che

"queste forze potrebbero far si che l'inflazione ritorni più lentamente verso il nostro obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare ad una inflazione più bassa in modo permanente".

Certo il basso prezzo del petrolio voluto dall’Opec, Arabia Saudita in testa, che non vuole aumentare la produzione, è sotto gli occhi di tutti con ricadute a cascata su tutta una serie di beni e servizi.

La Banca Centrale europea per allontanare lo spettro della deflazione dall’Europa e riportare l’indice dei prezzi al consumo su livelli accettabili ha varato un poderoso piano di quantitative easing. Draghi ha sottolineato poi che “i rischi" che potrebbero scaturire "dall'agire troppo tardi superano i rischi" che potrebbero arrivare

"dall'agire troppo presto Se non non ci arrendiamo alla bassa inflazione e certamente non lo faremo, nello stato in cui siamo, torneremo ai livelli in linea con i nostri obiettivi (...) Quello che conta è che le banche centrali agiscano nell'ambito dei loro mandati per attuarli. Nell'area euro questo può creare diverse sfide, ma queste sfide possono essere mitigate e non giustificano l'inazione". 

La politica monetaria super espansiva della Bce è stata allungata. Inizialmente l’acquisto di bond, soprattutto di titoli di Stato dei paesi dell’area euro da parte dell'Eurotower, per 60 mld di euro al mese, doveva terminare a settembre 2016, scadenza prolungata a marzo 2017 per raggiungere il target di un’inflazione appena sotto il 2%.

Nel suo ultimo bollettino economico, la Bce precisa che

"la crescita globale resta modesta e disomogenea (..) mentre l'economia si espande a un ritmo solido nei Paesi avanzati, in quelli emergenti rimane debole e più diversificata".

Anche per questo la politica monetaria della Bce sarà rimodulata agli inizi di marzo quando ci saranno le nuove proiezioni macreoconomiche degli esperti dell'Eurosistema anche per il 2018.

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