Nuove sinfonie di risparmio con il riciclo dell’usato tecnologico

Usato tecnologico Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, soprattutto in campo tecnologico!
Byte e microchip inquinanti hanno i giorni contati. Il Governo sembra voler farla finita con l’e-waste, la tecnologia da discarica ammassata nelle periferie e nei più remoti angoli della terra e dello spazio.
Entra in vigore a partire dal prossimo luglio il Decreto Legislativo n. 151/2005 che recepisce la Direttiva sul riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche per la raccolta differenziata dei rifiuti tecnologici, già prorogato 2 volte.

Questi decreti, usciti dal Ministero dell’Ambiente hanno recentemente ricevuto il parere favorevole anche da parte degli altri Ministeri competenti (Ministero dell’Interno, Min. delle Finanze, Min. della Salute, e per ultimi i Ministeri dello Sviluppo Economico e dei Trasporti) e sono attualmente al vaglio della conferenza Unificata Stato-Regioni (v. articolo).

Rifiuti high-teck

Vecchi frigoriferi, lavatrici logorate, computer e monitor in disuso, tv, radio e prodotti di illuminazione senza tempo finiranno dal prossimo mese nel “cimitero dell’elettronica”, dove verranno, secondo le migliori intenzioni, smembrati e riportati a miglior vita in nuovi e riciclati apparecchi tecnologici. Cosa si intende esattamente per RAEE?

“'apparecchiature elettriche ed elettroniche' o 'AEE': le apparecchiature
che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o
da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, di trasferimento
e di misura di questi campi e correnti,appartenenti alle categorie di cui
all'allegato I A e progettate per essere usate con una tensione non superiore
a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua;”

La raccolta e il riciclo dei prodotti elettrici ed elettronici introduce il concetto di “responsabilità dei produttori” sui prodotti immessi sul mercato anche in Italia. Anche da noi i produttori saranno chiamati ad implementare e gestire un sistema di raccolta dei prodotti a fine vita dando la possibilità ai cittadini di consegnare gratuitamente, presso il punto vendita, i vecchi prodotti elettrici a fronte di un nuovo acquisto.
Per sbarazzarsi di vecchi computer in disuso ed obsoleti mangianastri sarà quindi sufficiente rivolgersi ad un punto vendita oppure alle piazze ecologiche comunali.

Piazzole ecologiche

Le piazzole ecologiche messe a disposizione dai comuni riceveranno i RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) dai cittadini e della distribuzione. Una volta raccolta, il Centro di Coordinamento istituito presso i consorzi dei produttori smisterà i “ritiri” dei RAEE dalle piazzole da parte dei singoli consorzi sulla base ad un sistema “algoritmico” che terrà conto della tipologia di RAEE trattati da ogni consorzio e delle loro quote di mercato.
Spetterà ai Consorzi dei produttori sostenere i costi della logistica, dalle piazzole in poi, e i costi del riciclo e saranno sempre i Consorzi ad attivare contratti con le imprese private di trasporto e con gli impianti di riciclo, e a garantire l’effettivo riciclo. In questo senso i produttori si sostituiscono ai comuni nella gestione/smaltimento/riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici;

Il finanziamento del sistema verrà assicurato da un eco-contributo che verrà applicato su tutti i prodotti nuovi, e che potrà essere reso visibile (dunque separato dal prezzo del prodotto) oppure invisibile, ovvero incluso nel prezzo totale.

Tra meno di due settimane quindi anche la tecnologia avrà il suo canale dedicato di smaltimento consentendo un ecologico riciclo di materiali quali ferro,, rame e alluminio. Un grande obiettivo anima l’iniziativa: si stima una raccolta pari a 4 kg pro capite di prodotti high-teck entro il 2008.

Fase di transizione per l’avvio del sistema

A differenza di quanto ipotizzato inizialmente, durante la seduta della conferenza unificata Stato Regioni è stata introdotta una novità che riguarda un periodo di regime transitorio di 4 mesi, che andrà dal primo luglio al 31 ottobre. Durante questo lasso di tempo, mentre le aziende produttrici – che saranno le responsabili della gestione del ritiro dei rifiuti presso le strutture adibite – si iscriveranno al registro dedicato, continueranno ad essere i Comuni a occuparsi alla raccolta e al riciclo RAEE, con l’obbligo di creare e gestire le aree. Al termine dei quattro mesi il testimone passerà definitivamente ai Consorzi per il ritiro e il trattamento e riciclo del materiale. Per finanziare questo sistema, i produttori potranno applicare un eco contributo sul prezzo dei prodotti nuovi, sia separato (e quindi visibile al momento dell’acquisto) sia inserito nel costo finale (quindi invisibile).

In Italia sono 11.000 le aziende che producono i materiali elettrici ed elettronici, per un fatturato di 32 miliardi di euro. Ci lavorano circa 212.000 addetti, rappresentando così il secondo settore nel Paese dopo quello automobilistico, e sono attualmente circa 40 gli impianti di riciclo. Il nostro Paese al momento è indietro rispetto agli altri in Europa. La Svizzera, ad esempio, ricicla RAEE dal 1992 e dal 2000 introdotto nuove norme in merito. La Norvegia lo ha fatto nel 1998, il Belgio nel 2001. Nonostante il ritardo, però, l’industria italiana è già molto avanti e ha dato vita a una decina di consorzi ed è probabile che nei prossimi mesi altri si aggiungano. Inoltre, in anticipo rispetto ai tempi previsti dalla legge, è stato costituito un Centro di Coordinamento che rappresenterà tutti i consorzi dei produttori nei confronti degli interlocutori di riferimento, quali ministero o Anci. (v. articolo).

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