Pensioni anticipate: flessibilità in uscita non prima del 2017

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Il governo si occuperà di pensioni anticipate, ma non prima della prossima manovra finanziaria, quindi ci vorrà almeno il 2017. Di flessibilità in uscita è tornato a parlare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini.

"Le discussioni sulla flessibilità in uscita sono slittate alla prossima Legge di Stabilità non per mancanza di volontà ma per l'impatto dei costi sui conti pubblici"

ha detto Nannicini alla web tv del sindacato Cisl.

"E' una battaglia complicata perché servono circa 5-7 mld l'anno per diversi anni" con le inevitabili "penalizzazioni" per chi decide di lasciare prima il lavoro. Qualunque intervento prevede delle penalizzazioni. Questo va fatto in un'ottica di equilibrio nel rapporto tra le generazioni per evitare problemi di cassa che ci impongono di presentarci alla Ue dicendo che prevediamo delle penalizzazioni

ha aggiunto il sottosegretario.

Come ricorda AdnKronos la proposta per la pensione anticipata presentata dal presidente dell’Inps Tito Boeri prevede ad esempio un’uscita anticipata dal lavoro a partire da 63 anni e 7 mesi, 20 anni di contributi e un importo minimo maturato di 1.500 euro, con una penalizzazione di circa del 10-11 per cento dell’assegno mensile.

Il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano e il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta invece hanno presentato in parlamento un bozza di legge per lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e una penalità del 2% per ogni anno di anticipo. Lasciando il lavoro a 62 anni la penalizzazione sarebbe dell’8%.

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