UE: dopo le carte di credito i prezzi delle sigarette.

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L'Europa avanza e, mentre noi attendiamo con ansia l'insediamento del nuovo Governo, l'Italia viene bacchettata dall'UE per

il prezzo minimo di vendita delle sigarette.

E' partita la procedura d'infrazione contro gli stati membri nei quali vige l'imposizione di un prezzo minimo di vendita delle bionde; ovviamente l'Italia é tra questi e tutti noi lo sappiamo.

La Commissione sostiene infatti che "il prezzo minimo viola la normativa comunitaria e distorce la concorrenza oltre a salvaguardare i margini di profitto dei produttori di sigarette".
Siamo comunque in buona compagnia: anche Belgio, Irlanda e Francia sono state sottoposte allo stesso provvedimento, ma indubbiamente questo non é consolante.
Non é certo questa la strada per combattere il vizio del fumo e, come sostiene Intesa Consumatori, non é esattamente corretto- per usare un eufemismo- che lo stato guadagni fior fior di quattrini sulla vendita dei tabacchi, propinandoci al contempo terrorizzanti campagne anti-fumo e trattando i "viziosi" come degli appestati; con questo non voglio dire che questo vizio non sia pericoloso per la salute e ritengo sacrosanto il divieto di fumare nei luoghi pubblici: ma che il nostro stato incassi quattrini a palate dal mercato delle sigarette é forse giusto?

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