Borse in rialzo dopo Draghi: le reazioni dei mercati

QE potenziato e tassi d'interesse azzerati, ma anche stime Pil e inflazione giù in Europa. Ieri le maggori borse UE avevano chiuso in calo oggi aprono positive.

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Borse asiatiche perlopiù positive dopo le mosse della Bce che ieri ha abbassato ulteriormente il costo del denaro nell'area euro (portando i tassi a sorpresa a 0) e potenziato il quantitative easing. La Borsa di Tokyo chiude le contrattazioni di oggi con un rialzo dello 0,51%, recuperando sul finale di seduta, con l'indice Nikkei che risale verso quota 17.000. In Cina la borsa di Shanghai chiude a +0,20% dopo una settimana di passione attestandosi a 2.810,31 punti, quella di Shenzhen invece lascia sul terreno lo 0,22%, a 1.685,24 punti.


Stamattina in Europa la borsa di Milano vola nei primi scambi con il Ftse Mib che guadagna il 3% a 18.660 punti, a traino dei bancari (Unicredit +5,51%, Mediobanca +4,79%, Mps +4,15%). In netto rialzo anche Londra, con il Ftse 100 che sale dell'1,6% a 6.134 punti. Sul mercato secondario lo Spread Btp-Bund apre in ribasso a 113 punti, per un rendimento all'1,41% del decennale del Tesoro, contro i 115 punti della chiusura di ieri.

Tornando ai mercati azionari Wall Street aveva chiuso in calo la seduta di giovedì, con il Dow Jones a -0,03% e il Nasdaq a -0,26% mentre l'indice S&P500 era salito appena dello 0,02%. Le borse europee invece ieri a caldo avevano reagito con euforia alle mosse della Bce, con rialzi tra il 2 e il 4% salvo poi ripiegare in territorio negativo. Piazza Affari salita fino 4% ha poi chiuso con un -0,5%, Francoforte con un -2,3%, Londra a -1,78% e Parigi a -1,7%, soprattutto a causa del ribasso delle stime su Pil e inflazione in Europa.

Le nuove misure di politica monetaria decise dall'Eurotower - un potenziamento dell'allentamento quantitativo (acquisti di bond soprattuto pubblici), un taglio dei tassi d'interesse e una ulteriore spinta al credito bancario (4 nuovi maxi prestiti Tltro) - mirano a far risalire l'inflazione poco sotto il 2% e ad agganciare la ripresa, con politiche che valgono la bellezza di oltre 2.200 miliardi di euro.

Il quantitative easing sale a 1.750 miliardi, per acquisti mensili che da 60 mld aumentano a 80 miliardi al mese. Il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi, criticato da Germania e Inghilterra che non ritengono le misure adottatew efficaci, prosegue dunque sulla strada di una politica monetaria super espansiva per far ripartire il vecchio continente, con un arsenale che nemmeno la Fed Usa e la BoJ giapponese hanno messo in campo nei periodi più bui di questi ultimi anni di crisi economica.

In questo quadro stamattina il prezzo del petrolio continua a salire per la quarta settimana di fila, grazie alla sostenuta alla domanda degli Usa. Il Wti texano si porta a 38 dollari al barile (+1,2%) mentre il Brent del Mare del Nord cresce del 2,1% a quota 40,9 dollari al barile.

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