Dimissioni solo online da oggi, Confimi: rischio aumento costi

Giuliano Poletti job act

La nuova procedura online per le dimissioni dal lavoro, con la possibilità di revocarle entro sette giorni, scatta domani in base a uno dei decreti attuativi (il 151) del Jobs act contro il fenomeno delle dimissioni in bianco.

La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per essere efficace va comunicata ''esclusivamente con modalità telematiche'' attraverso la modulistica del ministero del Lavoro.
La nuova procedura online non vale per il settore pubblico, il lavoro domestico e marittimo.

Tra le novità delle dimissioni online queste possono essere''ritirate'' sempre e solo in via telematica entro una settimana. Contro la nuova procedura, che anziché semplificare rischia di complicare la questione dimissioni, si scagliano i consulenti del lavoro: il rischio di truffe da parte dei lavoratori che dovessero decidere di rendersi irreperibili senza inviare il modulo è alto.

Sulla stessa linea Confimi secondo cui la nuova procedura di dimissioni rischia solo di far aumentare i costi per le imprese e per lo Stato. La Confederazione dell'Industria manifatturiera italiana fa riferimento al caso di quei lavoratori che pur decidendo di lasciare il lavoro non invieranno mai telematicamente le dimissioni al ministero del lavoro:

la nuova norma non offre alcun rimedio contro quei soggetti che vogliono andarsene dall'azienda, lucrando però sull'indennità di disoccupazione, e che per questo si limitano a rendersi irreperibili, provocando normalmente un licenziamento disciplinare, che all'azienda costa quantomeno il "ticket Naspi" fino a circa 1.500 euro e all'Inps 24 mesi di immeritata indennità, in media 24.000 euro. Insomma uno spreco non da poco se si pensa che rientrano in questo calderone il 5% delle dimissioni ogni anno, parliamo di alcune decine di migliaia di casi. Comportamenti del genere vanno sempre condannati e scoraggiati e se la norma non tutela le imprese, queste devono trovare il modo di farlo da sole evitando provvedimenti disciplinari ma indicando come assente ingiustificato il lavoratore che non adempie agli obblighi

dice il vice presidente vicario Arturo Alberti le cui parole sono riportate dall'Ansa.

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