Ritorno di fuoco per la tassazione unica sulle rendite finanziarie

Aliquota al 20 per cento rendite finanziarie Pensavate di averla scampata per il rotto delle cuffia eh?! Invece pare che il disegno di legge sulla tassazione unificata sulle rendite finanziarie, in stato letargico durante le amministrative, sia tornata sulla ribalta politica a terrorizzare investitori e azionisti.
Come già menzionato (v. articolo) si tratterebbe di un’aliquota unica del 20% sia per depositi, conti correnti e titoli a 18 mesi (con tassazione del 27%) che su plusvalenze, cedole e dividendi (attualmente tassati al 12,50%). Lo spauracchio fiscale torna ad incombere sui piccoli investitori dunque per il prossimo anno. La politica del bastone e della carota attivata dall’attuale governo dovrebbe infatti favorire i cittadini sugli investimenti immobili penalizzandoli invece dal lato titoli.

Se il pacchetto casa con sgravi sull’ICI e interessanti agevolazioni sulla prima casa sembra sostare in un bene identificato limbo legislativo il Ddl sulle rendite finanziarie ha ottenuto il via libera seppur in forma blanda rispetto all’originale proposta di legge. Sarebbero infatti stati equiparati i fondi italiani con quelli esteri con l’introduzione di un leggero equalizzatore. Per il futuro nella sfera di cristallo il governo vede sgravi ICU sulla prima casa e sugli affitti. La maggioranza ha, infatti, trovato un accordo che prevede l'introduzione di un regime transitorio con sgravi Ici sulla prima casa e una esenzione per le abitazioni fino a 100 mq che arriverà a 150 mq a regime dopo la riforma degli estimi catastali. Lo riferisce il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, al termine della riunione della commissione Finanze della Camera di oggi. Il regime transitorio sull'Ici costerebbe circa 1,8 miliardi, mentre insieme agli sconti sugli affitti si raggiungerebbero i 2-2,5 miliardi di euro.

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