La Bce invia una lettera a Bpm-Banco Popolare. La fusione si allontana

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L'intesa per una fusione tra Banco Popolare e Bpm è sempre più in bilico. Secondo quanto riportato dalle agenzie, la Banca centrale europea avrebbe inviato una nuova missiva ai due istituti. Ivi, sarebbero stati ribaditi dei paletti chiari alla possibile aggregazione. In particolare, Francoforte avrebbe posto l'accento su uno snellimento della governance e sul decremento delle sofferenze dei due istituti.

Il Sole 24 Ore rivela che la Bce avrebbe chiesto agli amministratori delegati, Pier Francesco Saviotti (Banco Popolare) e Giuseppe Castagna (Bpm), di essere più chiari rispetto alla gestione delle sofferenze, pari a 8 miliardi di euro. Le due banche sembrerebbero determinate ad intervenire sul problema in un tempo si 2-3 anni. Desta anche interesse la recente trasformazione di Bpm in Spa, che dovrebbe essere controllata da una holding per un triennio.

Le indiscrezioni trapelate oggi, hanno prodotto un andamento negativo in borsa dei due istituti di credito. Il Banco Popolare ha chiuso con un deciso ribasso, perdendo il 14,19%. Stssa sorte è toccata a Bpm, che ha chiuso con -5,56%,.

A questo punto la parola passa alle banche: non sono escluse le convocazioni dei consigli. Tuttavia, appare ormai chiaro che l’atteggiamento di Francoforte complica non poco l'attuazione del progetto. E la tensione in Italia è salita alle stelle.

L’amministratore delegato di Bpm, Giuseppe Castagna, secondo quanto dicono le principali testate economiche, si è recato oggi a Londra per la Morgan Stanley banking conference. Pare che quando l'andamento dei titoli ha incominciato a cedere, Castagna abbia fatto immediatamente ritorno a Milano. Questa sera, l'ad dovrebbe incontrare gli advisor della banca per tirare le somme della situazione.

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