Comuni: stop imposta di soggiorno e aumento tributi per il 2016

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Stop all’imposta di soggiorno che i comuni non possono più istituire dall’1 gennaio 2016, le amministrazioni cittadine inolte non potranno deliberare aumenti dei tributi rispetto a quelli vigenti nel 2015, o togliere le agevolazioni fin qui date ai contribuenti. Le uniche tariffe che i comuni possono cambiare sono quelle delle entrate non tributarie, come il Cosap e la tariffa puntuale, sostitutiva della Tari. Esclusa dal blocco l’applicazione dell’imposta di sbarco già applicata dal comune nel 2015, purché rimanga nel perimetro dei limiti previsti dalla normativa precedente e dal regolamento comunale.

A fornire i chiarimenti è il Dipartimento delle finanze del Mef nella risoluzione n.2/Df del 22 marzo 2016 che ha fermato quei comuni che dal 1° gennaio 2016 volevano istituire nuovi tributi come appunto l’imposta di soggiorno. Un blocco che, spiega ItaliaOggi, poggia sul comma 26 dell’articolo 1 della legge n. 208 del 28 dicembre 2015.

Tale norma mirando al contenimento del livello complessivo della pressione tributaria, coerentemente con gli equilibri di finanza pubblica, stabilisce che per il 2016 è sospesa l’efficacia delle leggi regionali e delle delibere degli enti locali che prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuibili alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili nel 2015. La legge in realtà non fa esplicito rinvio alle ipotesi di «istituzione» di nuovo tributo, quindi gli enti locali hanno voluto chiedere lumi al Ministero.

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