Nokia taglia 15mila posti, 219 in Italia

Parte il piano di riorganizzazione dopo la fusione con Alcatel-Lucent.

Nokia è pronta ad avviare il piano di trasformazione globale che consegue all’acquisizione di Alcatel-Lucent e ce prevede un risparmio di 900 milioni entro il 2018. Ma risparmio, in questo caso, significa taglio dei posti di lavoro e ben 15mila dipendenti sono a rischio, tra di loro anche 219 tra coloro che lavorano in Italia.

Nokia deve adeguare la propria struttura costi alle condizioni di mercato che sono sempre più difficili e deve spostare gli investimenti verso i progetti di ricerca e sviluppo che devono trovare nuovi sbocchi nelle tecnologie del futuro come Cloud, Internet of Things e 5G.

L’azienda procederà con una razionalizzazione del portafoglio prodotti e servizi e delle sedi, inoltre proverà ad aumentare l’efficienza e le economie di scala nelle attività di procurement, servizi, produzione, supply chain e funzioni di supporto.

Oggi Nokia ha presentato il piano di riorganizzazione ai sindacati europei, poi, entro la fine di aprile, avvierà i colloqui con il governo italiano e le parti sociali per parlare dei 219 esuberi che registra in Italia su 1.480 dipendenti, mentre a livello europeo ci saranno in totale quasi 4mila esuberi su 34mila dipendenti.

I sindacati sono tutti sul piede di guerra. Umberto Cignoli, delegato sindacale Fiom e membro del comitato aziendale europeo di Alcatel-Lucent, spiega:

“È un piano che se attuato rappresenterebbe l'ennesimo grave attacco occupazionale in uno dei settori cosiddetti ‘tecnologicamente avanzati’, un ulteriore passo nella dismissione di quel poco che resta dell'industria delle telecomunicazioni”

Roberta Turi della segreteria nazionale aggiunge:

“La Fiom richiama, per l'ennesima volta, il governo e in particolare il ministero dello Sviluppo economico ad attivarsi verso il vertice della multinazionale Nokia per contrastare i licenziamenti annunciati”

Giuseppe Ricci, coordinatore nazionale Fim Cisl per il gruppo Alcatel-Lucent, dice:

“Gli esuberi interessano circa 120 dipendenti ex Alcatel e 100 ex Nokia. Purtroppo c’è un silenzio assordante da parte del Governo. Vorrei ricordare che lo scorso anno, all’inaugurazione della sede dell’azienda, il premier Matteo Renzi aveva detto che se non si fosse fatta occupazione in questo settore, oggi strategico per il Paese, sarebbe stato difficile farla altrove. Dopo gli ultimi 19 esuberi in Alcatel di ottobre, questo è il risultato. Chiederemo un incontro urgente al ministero, alla presenza del Governo e non dei funzionari di turno”

Luca Maria Colonna della segreteria nazionale Uilm aggiunge:

“È una situazione che era assolutamente prevedibile, tanto che da tempo avevamo chiesto al Mise l’attivazione di un tavolo ad hoc, che oggi è evidentemente ancora più urgente. Siamo di fronte alla decisione dell’azienda di ridurre la propria presenza anche in Italia, e confidiamo entro la fine del mese di essere convocati per affrontare la questione direttamente”

In Finlandia i tagli saranno di ben 1.300 posti, corrispondenti al 20%. Rajeev Suri, il Ceo di Nokia, ha detto:

“I tagli servono per permettere a Nokia di restare un protagonista importante nel suo settore di attività”

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