Le tasse non conoscono crisi. Cgia: dal 2010 +29 miliardi

aumento tasse 2010 2015

Negli ultimi 6 anni di crisi economica, di cui tre in recessione, le imposte nazionali e le tasse locali hanno continuato a crescere per imprese e famiglie italiane che hanno dovuto sobbarcarsi uno sforzo fiscale aggiuntivo di ben 29,3 miliardi di euro. A presentare il conto è la Cgia di Mestre. Le imposte nazionali, al netto del bonus di 80 euro a 10 milioni di lavoratori dipendenti, sono cresciute del 6,1%, le tasse locali invece sono aumentate dell'8%.

In valore assoluto l'associazione artigiana mestrina stima che le imposte nazionali come Irpef, Iva, e Ires sono aumentate di 21,6 miliardi e che quelle locali, come Imu, Irap, addizionali comunali e regionali Irpef, di 7,7 miliardi di euro.

"Tra il 2000 e il 2015 la tassazione locale è salita del 46%. Questa impennata è stata dovuta al forte decentramento fiscale iniziato 25 anni fa. L’introduzione dell’Ici, poi sostituita dall’Imu e in parte dalla Tasi, dell’Irap, delle addizionali comunali e regionali Irpef, hanno incrementato il gettito delle tasse locali che è servito a coprire i costi delle nuove funzioni e delle nuove competenze che sono state decentrate alle Autonomie locali"

spiega il coordinatore della Cgia Paolo Zabeo. Comunque la composizione del gettito per livello di governo è rimasta sostanzialmente uguale. Su un totale delle entrate tributarie pari a 483,2 miliardi di euro nel 2015 il 21,6% è finito nelle casse di Regioni e Comuni, si tratta di 104,4 miliardi di euro, il restante 78,4% nelle casse delll'erario, per 378,8 miliardi di euro.

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