Pensioni, Boeri: "I nati negli Ottanta in pensione a 75 anni"

Pensioni-ultime-notizie

ore 18.13 - L'Inps ha studiato con attenzione la storia contributiva degli italiani nati negli anni Ottanta, prendendo come punto di riferimento lavoratori dipendenti ed artigiani: è emerso che un lavoratore tipo ha una discontinuità contributiva che è legata a episodi di disoccupazione della durata di due anni.

Come spiegato da Tito Boeri nel suo intervento al Graduation Day, il buco contributivo insieme all’allungamento della vita media differisce nel tempo il momento per il raggiungimento della pensione che per i trentenni di oggi potrebbe slittare a 75 anni.

Boeri ha poi sottolineato di non voler terrorizzare, ma di voler chiarire quanto sia importante la continuità contributiva.

Boeri ha poi aggiunto che l’Italia entrerà appieno nel sistema contributivo dal 2032, quindi sarebbe auspicabile una riforma seria e definitiva piuttosto di “uno stillicidio di riforme che disorienta le persone”.

ore 12.47 - Il presidente dell'Inps Tito Boeri torna a parlare della necessità di introdurre flessibilità in uscita per le pensioni "in tempi stretti" anche perché "c'é una penalizzazione molto forte dei giovani e dato il livello della disoccupazione giovanile c'é il rischio di avere intere generazioni perdute all'interno del nostro Paese".

In soldoni chi oggi lavorando regge la previdenza degli attuali pensionati rischia seriamente di non godere dello stesso trattamento se e quando raggiungerà l'età pensionabile. Boeri, parlando a margine del Graduation Day all'Università Cattolica, ha ricordato che in Italia i livelli della disoccupazione giovanile, al 39,1%, siano "assolutamente intollerabili".

E in tema di pensioni anticipate arrivano segnali dal governo con il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan che in audizione parlamentare sul Def (Documento di economia e finanza) dice che ci sono margini per ragionare su incentivi e sui "legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro per migliorare le possibilità" sia di chi deve entrare sia di chi deve uscire.

Padoan si è detto favorevole a un "ragionamento complesso" sulle pensioni considerando anche "fonti di finanziamento complementare" per eventuali misure, assegnando un ruolo per esempio al sistema creditizio. Intanto questa settimana parte finalmente, dopo un rinvio, l'operazione busta arancione per la simulazione dell'assegno previdenziale futuro.

"Questa settimana partono le prime buste arancioni, saranno 150 mila e conterranno le informazioni di base" con la stima dell'estratto conto contributivo, e la previsione del rapporto tra contributi versati, pensione futura e possibile data di uscita" ha detto il numero uno dell'Inps che parla di un'operazione "importante, perché in Italia c'è una bassa cultura previdenziale e una consapevolezza finanziaria ancora più bassa, soprattutto fra i giovani".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail