Buste arancioni Inps: critiche alla simulazione pensionistica

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L’operazione buste arancioni Inps, per la simulazione della pensione futura, non piace troppo ai Patronati: "Ci aspettiamo molta gente. Prima andranno on line e poi verranno da noi; sarebbe stato meglio che ci avessero impegnato con queste buste arancioni visto che è il sistema dei patronati ad offrire il 90% delle consulenze per le persone che vanno in pensione" dice Gianni Tel, esperto previdenziale del Patronato 50&Piú ENASCO le cui parole sono riportate da AdnKronos.

"Noi svolgiamo questo lavoro da 50 anni: è un peccato che non ci abbiamo contattato" dice l’esperto che poi va nel merito della simulazione: "Il calcolo è stato fatto senza tenere conto delle omissioni contributive, con una carriera lavorativa continuativa, con un Pil dell'1,5%. Come si fa a dare una prospettiva così ottimistica? E' una proiezione non corretta. Allo 0,5% potrebbe essere più realistica".

E ancora: "Quando noi per conto dei nostri assistiti ci colleghiamo al sito dell'Inps le situazioni sono molto complesse. C'è il datore di lavoro che non ha pagato i contributi, c'è l'errore banale, i casi sono tantissimi e non sono di poco conto. Per le correzioni ci vuole tempo, non si possono fare all'ultimo momento".

Secono Tel l’Inps sta copiando le buste arancioni "che sono uscite 20 anni fa in Svezia e pure male perché là danno il certificativo, da noi il dichiarativo". E poi prima dei 50 anni di pensione “non si preoccupa nessuno purtroppo. Un ventenne, un trentenne che oggi riceve la busta arancione penserà ad altro, mentre di certo un cinquantenne inizierà a collegarsi al sito, andare nella sede dell’Inps o venire al Patronato" conclude l’esperto.

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