Fiducia dei consumatori in calo a maggio. Adusbef: serve piano straordinario

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Fiducia dei consumatori in calo a maggio, secondo i dati Istat diffusi oggi. L'indicatore scende a 112,7 da 114,1 del mese precedente mentre il clima di fiducia delle imprese sempre a maggio fa segnare un lieve aumento a 103,4 da 102,7 di aprile.

Le singole componenti del clima di fiducia dei consumatori mostrano come il clima personale cresca a 105,4 da 104,8 ma che diminuiscono le valutazioni sulla componente economica (a 135,9 da 140,2), quella futura (a 117,8 da 120,0) e quella corrente (a 109,8 da 110,0). In peggioramento anche i giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese, al pari delle aspettative sulla disoccupazione (a 25 da 21).

Più ottimismo presso le imprese ma a livello settoriale le flessioni della fiducia colpiscono la manifattura (a 102,1 da 102,7), le costruzioni (a 120,4 da 121,2), i servizi di mercato (a 107,4 da 107,9) e il commercio al dettaglio (a 100,9 da 101,9).

Nelle imprese manifatturiere più in dettaglio peggiorano i giudizi sugli ordini (a -15 da -14), le attese sulla produzione restanno stabili (a 10) mentre il saldo dei giudizi sulle scorte passa a 3 da 4. Nelle costruzioni i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione sono in miglioramento (a -34 da -35) ma peggiorano le attese sull’occupazione.

Nei comparto dei servizi le attese sugli ordini vanno meglio (a 11 da 8) però peggiorano i giudizi sugli ordini e le attese sull’andamento dell’economia italiana, rispettivamente a 11 da 12 e a -1 da 2. Infine, nel commercio al dettaglio peggiorano le attese sulle vendite future (a 14 da 23) mentre sono stabili i giudizi sulle vendite correnti. Il saldo sulle scorte di magazzino passa a 5 da 11.

Sul calo della fiducia dei consumatori Federconsumatori e Adusbef spiegano che non potrebbe essere diversamente chiedendo al governo di abbandonare il megafono della propaganda sulla ripresa e convogliare piuttosto con urgenza risorse pubbliche in piani di investimento e modernizzazione.

"Continua a calare la fiducia delle famiglie. Ad attestare l'ennesimo dato negativo è ancora l'Istat, che aggiunge: I giudizi e le attese sulla situazione economica del Paese peggiorano così come le aspettative sulla disoccupazione. Un dato inevitabile, vista la situazione di profonda crisi in cui ancora versano le famiglie. Il loro potere di acquisto non accenna a risalire, la domanda interna nel triennio 2012-2013-2014 ha segnato una contrazione del -10,7%, con una diminuzione complessiva della spesa delle famiglie di circa 78 miliardi di Euro, mentre la disoccupazione si trova ancora su livelli allarmanti, specialmente quella giovanile. Ci sarebbe da sorprendersi se la fiducia dei consumatori non fosse in calo. Questo dato deve far riflettere molti, in primis il Governo, che è ora chiamato ad agire concretamente per avviare una ripresa finora solo annunciata"

dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef che chiedono all'esecutivo di impegnarsi per la realizzazione di un piano straordinario che, tramite il rilancio dell'occupazione, possa dare nuovo impulso e nuove prospettive al nostro sistema economico.

Un piano che dovrà convogliare le risorse pubbliche, anche con la vendita del 10% delle riserve auree, in investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, per la messa in sicurezza di scuole e ospedali, per la modernizzazione di infrastrutture, reti e trasporti e per l'avvio di un programma che valorizzi l'offerta turistica nel nostro Paese.

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