Brexit, quali effetti sull'Italia?

Tra due giorni, il 23 giugno, si terrà l’atteso referendum sulla Brexit, cioè sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europa, con gli inglesi che saranno chiamati a decidere se restare o meno. Gli ultimi sondaggi, dopo l’omicidio della deputata Jo Cox, che faceva campagna contro l’uscita, danno il remain in testa sul leave (53% contro 46%, con un 1% non definito secondo il Telegraph).

Ma che effetti avrebbe la Brexit sull’Italia, sulla sua economia e sui mercati finanziari? Secondo il Fondo monetario internazionale il nostro paese soffrirebbe meno di altri Stati dell’area euro l’eventuale Brexit, a pagarne lo scotto sarebbe in realtà soprattutto lo stesso Regno Unito (UK, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord).

Secondo lo chief economist di banca Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice, come riporta Askanews, le conseguenze della Brexit sarebbero tutto sommato limitate sul fronte delle esportazioni, mentre a preoccupare di più sarebbe la reazione dei mercati finanziari:

"La trasmissione per Italia avviene in tre modi: la minore crescita inglese quindi recessione della Gran Bretagna, la svalutazione della sterline e la maggiore avversione al rischio che avremo sui mercati finanziari. Sui primi due punti l'impatto economico è tutto sommato limitato, l'Italia esporta verso il Regno Unito il 7% del proprio export, quindi parliamo di circa 22 miliardi di euro. Noi abbiamo calcolato che nella peggiore delle ipotesi, considerando il worst case scenario, Italia può avere un calo delle esportazioni di circa 3 miliardi, ma è l'ipotesi peggiore".

De Felice ha parlato a margine della presentazione di un accordo tra Intesa SanPaolo e Gruppo 24 Ore sulla formazione.

"Il punto vero è cosa succede sui mercati finanziari e su questo credo che molto dipenderà dalle reazioni, non tanto di politica monetaria, la Bce e la BoE forniranno tutta la liquidità necessaria, ma dalle reazioni di natura politica a un'eventuale uscita. Se la Brexit viene presa come un forte campanello d'allarme, la punta di un iceberg di movimenti populisti che guadagnano terreno contro l'euro e c'è una forte reazione politica positiva allora gli effetti sui mercati possono attenuarsi altrimenti se si rimane su posizioni molto rigide, con una costruzione europea tale e quale a quella attuale possiamo avere dei contraccolpi anche importanti sullo spread, sui mercati finanziari, sui titoli delle banche e così via"

ha concluso l’economista. Di certo la Brexit agevolerebbe i movimenti politici che negli altri Stati europei promuovono l’uscita dall’Unione europea, Olanda in testa (che a differenza della GB uscirebbe anche dall’euro...). In caso contrario la vittoria del fronte europeista taglierebbe le gambe ad altre aspirazioni “indipendentiste”.

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