Francia, la paura degli attentati fa crollare il turismo

L’effetto degli attentati di Parigi e di Nizza si fa sentire sul settore turistico francese

A French soldier enforcing the Vigipirate plan, France's national security alert system, is pictured on November 18, 2015 in Paris in front of the Eiffel Tower, which is illuminated with the colors of the French national flag in tribute to the victims of the November 13 Paris terror attacks in which some 129 people were killed.  / AFP / JOEL SAGET        (Photo credit should read JOEL SAGET/AFP/Getty Images)

Colpire il settore turistico è uno degli obiettivi dell’Isis nel Nord Africa. Gli attentati in Tunisia e in Egitto sono stati realizzati per indebolire due settori che rappresentano un’importante fonte di guadagno per i due paesi e, di conseguenza, un elemento di stabilità economico-politica.

Gli attentati in Francia, specialmente quelli delle ultime settimane, sono scaturiti da individui isolati, senza una progettualità tesa a minare il settore come è invece accaduto in Nord Africa. Dopo Nizza e dopo il prete ucciso durante la messa nei pressi di Rouen, con il ricordo del 13 novembre di Parigi ancora vivido nella memoria di molti, però, l’effetto sul turismo d’Oltralpe è stato lo stesso.

Nel corso dei primi sei mesi dell’anno il numero di nottate di turisti stranieri in Francia è diminuito del 10% ha spiegato ieri Matthias Frekl, segretario di stato incaricato della promozione turistica. A Parigi, in luglio, le prenotazioni sono calate dal 9,8% al 78,1% rispetto allo scorso anno.

Le prenotazioni aeree della clientela statunitense che erano in crescita del 14% fra il 27 giugno e il 3 luglio, sono diminuite del 19,2% fra il 25 e il 31 luglio. Nell’ultima settimana di luglio le prenotazioni dalla Gran Bretagna sono scese del 23%.

La Grande Braderie di Lille, il più grande mercato delle pulci d’Europa è stato annullato per ragioni di sicurezza, mentre per gli avvenimenti mantenuti c’è stato comunque un calo dovuto ai timori di attentati. Le feste di Bayonne, per esempio, hanno fatto registrare un – 20% di presenze.

Nei castelli della Loira, a Chambord, le presenze sono state inferiori del 6%, con un – 20% di turisti provenienti dal Giappone.

E da settembre è previsto un sensibile calo del turismo d’affari con una diminuzione fra il 5 e il 10% rispetto allo scorso anno.

Via | Le Monde

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