La Cina é davvero un pericolo per l'economia europea?

cina.jpg E' una delle battaglie portate avanti dall'ormai ex ministro Tremonti:

IL "PERICOLO" ECONOMICO RAPPRESENTATO DALLA CINA

Nella recente riunione, in Austria, dei ministri delle finanze dei Paesi UE si é dibattuto anche sul tema del neo-protezionismo europeo: la UE sarebbe troppo liberista nei confronti di Pechino e troppo protezionista con se stessa.
Recentemente si é iniziato ad imporre dazi e quote ai prodotti made in China, in particolare nel settore delle calzature, ma é ancora troppo poco.
Il problema consiste essenzialmente nel fatto che i prodotti esportati dall'Europa nella Repubblica Popolare sottostanno al pagamento dei dazi cinesi, ma non viceversa: nessun dazio sulle esportazioni della superpotenza asiatica nel vecchio continente.
Tremonti sostiene che dazi e quote non sono una soluzione, ma solo un espediente per permettere alle industrie italiane di riconvertire la produzione, in particolare nei settori nei quali la "concorrenza asimmetrica" del Sol Levante ha provocato crisi profonde.
Come c'era da aspettarsi, anche su questo argomento si é aperta una polemica tra centro-sinistra e centro-destra: Tremonti ha definito Prodi "la quinta colonna della Cina"; il Professore ha ribattuto definendo l'ex ministro "un uomo dell'Ottocento".
Il mercato cinese rimane terra di conquista per i grandi gruppi industriali italiani e non, ma le picole e medie imprese non potranno resistere all'urto di una concorrenza come quella orientale, capace di proporre prodotti quasi identici a prezzi stracciati, soprattutto perché é cresciuta anche l'attenzione alla qualità delle merci destinate ai nostri mercati; sembra davvero una lotta impari, ma qualcosa dovrà essere fatto per tutelare la nostra produzione: difficile trovare un modo che salvaguardi gli interessi dei big dell'economia e delle imprese medio-piccole: davvero una patata bollente!

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