Renzi: intervento su pensioni minime e APE in manovra

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Pensioni minime aumentate e anticipo previdenziale (Ape) nella prossima manovra. Il premier Matteo Renzi ospite di Porta a Porta ieri ha rilanciato sulle pensioni nella Legge di bilancio. Ci saranno ha detto il presidente del Consiglio "due misure sulle pensioni: per dare chi ha più la mano sulla pensione minima" con "una sorta di quattordicesima" e trovare il modo di agevolare "chi vuole andare in pensione prima, con uno scivolo o anticipo pensionistico, rinunciando a pochino".

"Tutti quelli che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso anticipo pensionistico che costi un'inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata" ha continuato Renzi. "Quando si dice intervento sulle pensioni vuol dire che metteremo più denari in tasca a chi di pensione prende poco poco". Come? Attraverso "una sorta di quattordicesima. A partire dal governo Prodi chi prende la pensione di meno di 750 euro al mese ha una sorta di quattordicesima, ragioniamo su un'ipotesi del genere" ha proseguito Renzi.

Incalzato poi sullo stato di salute de conti pubblici il premier si è detto convinto che l'Italia rimarrà sotto il 3%, al 2,3%-2,4%, è una questione di "credibilità e reputazione". In merito al rinnovo dei contratti del pubblico impiego Renzi ha affermato che il governo è al lavoro per lo sblocco: "Da sette anni i dipendenti pubblici hanno il contratto bloccato. Lavoriamo perché nella legge di Stabilità sia sbloccato il loro adeguamento salariale". Inoltre "Il bonus continuerà per gli insegnanti e i professori, sarà rinnovato: un piccolo contributo per formarsi. Se fai l'insegnante è giusto che lo Stato riconosca la tua funzione".

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