Ipotesi pensione anticipata a 63 anni

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Pensione anticipata, qualcosa di muove. Le ultime novità sono che all'Ape, acronimo di anticipo pensionistico, dovrebbero poter accedere i lavoratori a cui mancano tre anni e sette mesi a lasciare il lavoro e che il prestito pensionistico sarà sperimentato per due anni.

La proposta è stata fatta dal governo ai sindacati per trovare un accordo presso il tavolo di confronto istituito al ministero del Lavoro. Se la partita si chiuderà così, dal primo gennaio 2017, potranno andare in pensione, accedendo al prestito pensionistico i lavoratori con 63 anni di età.

"La mediazione è arrivata oggi ma era in viaggio da un po'. Noi avevamo chiesto un anticipo di 4 anni" commenta il segretario confederale della Cisl Maurizio Petriccioli dopo la riunione di oggi. L'Ape sarà sperimentata per due anni. "Ma questo non significa che dopo abbandoneremo l'intervento. Serve piuttosto per un monitoraggio dei pensionamenti" precisa il sindacalista.

Si dovrà ancora discutere delle agevolazioni per permettere di accedere alla pensione anticipata anche ai lavoratori svantaggiati per i quali, probabilmente entro il tetto dei 1.200 euro netti di reddito mensili, il prestito pensionistico ventennale non dovrebbe gravare sulla pensione. Tutta la rata di ammortamento verrebbe pagata dallo Stato, dicono i sindacati.

Per l'Ape volontaria invece la rata ventennale inciderà sulla pensione: "Ma questa sarà una scelta che lasciamo all'autonomia dei singoli" spiega segretario confederale Uil Domenico Proietti. Il prossimo incontro tra sindacati e governo ci sarà il 21 settembre quando si avrà approfondire la questione della pensioni dei lavoratori precoci e di quelli con lavori usuranti.

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