IMU: saldo non pagato? Ecco il ravvedimento spontaneo

Chi non ha pagato il saldo dell’IMU entro ieri per dimenticanza o altri motivi, può rimediare con lo strumento del ravvedimento operoso che può essere utilizzato anche nel caso in cui il contribuente abbia sbagliato i suoi calcoli, ad esempio sulla quota da destinare a Stato e Comune. Ci si può recare allo sportello postale e/o bancario con il modello F24 sbarrato sulla casella Ravvedimento.

Con il ravvedimento spontaneo si evitano pesanti sanzioni ma si pagheranno gli interessi legali del 2,5% annuo, cioè lo 0,007 giornaliero. Per il cittadino che salda entro 14 giorni dalla scadenza del termine per il versamento (il 17 dicembre) la sanzione sarà dello 0,2% al giorno. A questo si può aggiungere l'ulteriore riduzione della sanzione a 1/10 appunto se l'adempimento è spontaneo e il contribuente versa tributo, interessi e sanzione in forma ridotta.

Chi pagherà dal 15esimo al 30esimo giorno successivo alla scadenza aggiungerà all’importo IMU da pagare una sanzione del 3%, il cosiddetto ravvedimento breve. Dal 30esimo giorno in poi la sanzione sarà del 3,75% (ravvedimento lungo). Nel pagare il saldo dell’IMU il contribuente può anche effettuare la compensazione con crediti relativi a tributi erariali, come Irpef o IVA, o a rapporti previdenziali e assistenziali.

Il ravvedimento spontaneo per omesso, parziale o tardivo versamento dell’imposta sugli immobili di proprietà è ovviamente possibile solo prima dell’eventuale accertamento di irregolarità da parte del Comune, in quel caso si pagherà per intero la sanzione edittale del 30% e interessi maggiorati, fino a un massimo del 5,5%. I Comuni infatti emettendo regolamenti possono alzare gli interessi fino a 3 punti percentuali rispetto al tasso legale. È comunque prevista la possibilità di pagare prima l'imposta in sé e poi interessi e sanzione. La disciplina del ravvedimento è contenuta nel modificato articolo 13 del decreto legislativo 471/1997.

Foto © TMNews

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