Banca versa per errore 45mila euro sul conto di un anziano e lui li spende tutti

La banca rivuole i soldi accreditati per errore sul conto di un anziano e disabile di Imperia, che adesso si è rivolto ad un avvocato

gettyimages-136008364.jpg

Una storia singolare arriva dalla Liguria, più precisamente da Imperia. Nell'agosto del 2015 un 70enne, pensionato ed invalido, si è visto accreditare sul proprio conto bancario 45mila euro. L'uomo in quei giorni stava aspettando un bonifico dall'estero da parte di un'assicurazione, che l'avrebbe dovuto risarcire per un incidente avuto da un suo stretto parente. Sorpreso dall'ammontare della cifra è quindi andato in banca ed ha chiesto di verificare l'operazione, ma allo sportello gli hanno comunicato che era tutto regolare. Non convinto è tornato una seconda volta a chiedere informazioni nella sua filiale, parlando in questo caso con un funzionario che l'ha nuovamente tranquillizzato.

A questo punto l'anziano si è convinto ad utilizzare i 45mila euro, che ha immediatamente speso per intero per sistemare tutte le sue faccende in sospeso; ha estinto un finanziamento, ha fatto dei bonifici ed ha firmato degli assegni. Neanche il tempo di godersi questa ritrovata serenità che è arrivata una telefonata dalla stessa banca, che gli comunicava di aver commesso un errore e gli intimava quindi di restituire quei soldi che oramai non erano più nella sua disponibilità. Quei soldi, infatti, erano in realtà destinati ad un altro correntista.

L'uomo, che percepisce una pensione di 780 euro, si è proposto di restituire il dovuto con rate di 200 euro mensili. La banca ha rifiutato questa proposta - l'unica possibile considerando le sue condizioni fisiche ed economiche - e per tutta risposta l'ha invece segnalato come cattivo pagatore alla "centrale rischi", come se lui non avesse onorato un prestito. In più gli ha anche sequestrato 8400 euro accreditati sul suo conto dall'Inps per alcuni arretrati sulla sua pensione di invalidità.

In un caso come questo è chiarissima la responsabilità dell'istituto di credito che certamente, alla fine di questa storia, sarà costretta a restituire gli 8400 euro riconoscendo gli interessi ed anche i danni. L'avvocato Mario Leone, che cura gli interessi dell'uomo, spera però che sia la Banca d'Italia a prendere provvedimenti, sollevandoli dalle lungaggini di una causa civile, troppo impegnativa per un uomo di 70 anni oltretutto disabile.

Questa la ricostruzione della vicenda fornita dal legale all'Adnkronos: "Gli hanno detto che era tutto regolare. E non c'è andato una volta, ma due. Era l'agosto dell'anno scorso e il mio cliente aspettava un bonifico dall'estero per un rimborso assicurativo di un incidente di un suo parente. 25 giorni dopo riceve una telefonata inaspettata dalla banca nella qualie dicevano: 'Scusi, ci siamo sbagliati. I 45mila euro erano destinati a un altro correntista ligure con un Iban molto simile'. Immaginate come ci è rimasto il mio assistito. Abbiamo proposto di rimborsare la cifra a rate con 200 euro al mese ma l'istituto di credito ha trattenuto gli 8400 euro di arretrati sulla pensione, arrivati qualche mese fa, e lo ha segnalato come cattivo pagatore come se avesse chiesto un finanziamento mai richiesto. Neanche dalla Banca d'Italia abbiamo ricevuto una risposta risolutiva, ma non ci fermiamo. Ci rivolgeremo di nuovo a Palazzo Koch, perché è stata la banca a sbagliare e più volte".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail