Restituzione bonus 80 euro: la verità di Renzi

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Sulla restituzione del bonus di 80 euro l'ex premier Matteo Renzi è intervenuto sul suo blog difendendo a spada tratta il provvedimento che tanto volle e che i suoi detrattori gli hanno sempre rinfacciato essere una mancetta elettorale (era primavera 2014, in coincidenza delle elezioni europee...). Tra gli 11,9 milioni di italiani aventi diritto, 966mila circa di quanti hanno ottenuto il bonus da 80 euro dal datore di lavoro lo hanno dovuto restituire tutto in sede di dichiarazione, altri 765.000 hanno dovuto restituirlo solo in parte. I dati emergono dalle dichiarazioni fiscali per l'anno d'imposta 2015 del dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia.

Renzi scrive: "Quando la nebbia dell'odio personale finalmente sparirà, potremo finalmente confrontarci sulle idee per l'Italia. Noi abbiamo una visione, un progetto e abbiamo cominciato a realizzarlo. E' ancora lunga, intendiamoci. Ma il disegno c'è. Aspettiamo che prima o poi arrivino anche gli altri. E che vinca il migliore".

Per Renzi la misura 80 euro è stata "la più grande opera di redistribuzione salariale mai fatta in Italia. Quindi una scelta di giustizia sociale". Secondo l'ex premier altro che "bonus o mancia elettorale" ma sui media si parla "del 'flop' 80 euro" perché "circa un milione di persone ha dovuto restituire del tutto e circa settecentomila in parte i soldi" per il solo e semplice motivo che "erano fuori dalle fasce, non stavano nei parametri".

"Allo stesso tempo sono un milione e trecentomila coloro che hanno scoperto di averne diritto, più altri duecentomila che hanno scoperto di averne diritto in parte e lo hanno incassato con la dichiarazione dei redditi. Complessivamente sono 507 milioni i soldi che i cittadini hanno restituito allo Stato, mentre sono 599 quelli che lo Stato ha restituito ai cittadini" aggiunge Renzi.

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