Prezzi e tariffe: nel 2013 aumenti per 1500 euro a famiglia

1.490 euro a famiglia. A tanto ammonta la prevista stangata in arrivo nel 2013 per l’aumento di prezzi e tariffe stimato da Federconsumatori e Adusbef. Aumenti giudicati insostenibili dalle associazioni dei consumatori, a cominciare dal balzo della nuova tassa sui rifiuti (la Tares, +25%) e dall’aumento dell’Iva dal 21 al 23%.

Incrementi di prezzi e tariffe che avranno pesanti ricadute sui già asfittici consumi e sull’economia in crisi del Paese, sottolinea l’osservatorio nazionale di Federconsumatori che rileva:


il mantenimento o gli aumenti contenuti dei costi energetici dopo quelli elevati del 2012, le pesanti ricadute su prezzi e tariffe derivanti da Imu applicata sui settori produttivi e il malaugurato aumento Iva da luglio.

Senza dimenticare gli aumenti del prezzo dei carburanti e delle bollette di luce e gas. Più in dettaglio dal 2013 ci sarà da fare i conti con:

l'aumento del canone Rai di 1,5 euro, l'aumento delle tariffe aeroportuali +8,5 euro a biglietto, per finanziare le spese dei passeggeri, gli aumenti delle tariffe postali (da un minimo di +15% a +40% per la posta prioritaria, del 58,3% per il bancoposta il cui canone annuo, salirà da 30,99 a 48 euro ed il costo degli assegni, prima gratis portati a 3 euro). Per non parlare dei mutui i cui tassi, pari ad una media del 4,88% con un differenziale di ben 139 punti sulla media Ue che si traduce in un costo superiore in Italia di ben di ben 72 euro al mese, 864 euro l'anno, o delle assicurazioni che per la Rc Auto obbligatoria rappresenta la voragine fissa per i bilanci delle famiglie ed il 5% del reddito totale di 30.000 euro.

I presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti suggeriscono la loro ricetta per uscire dalla crisi:


Le parole d'ordine per risollevare le sorti delle famiglie e dell'intera economia sono: ripresa della domanda di mercato, liberalizzazioni, nonché investimenti per l'innovazione e lo sviluppo tecnologico per il lavoro che rimane il problema fondamentale del Paese.


E in tema di occupazione, è di ieri l’allarme precari lanciato dalla Nidil-Cgil, secondo cui il 60-70% dei quasi 700mila contratti di collaborazione a progetto (nel pubblico e nel privato) che scadono il 31 dicembre sono da considerarsi a rischio.

Foto © TMNews

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