Nuovi taxi a New York: nasce la moda del pedicab

Abbiamo paralato tanto su Soldiblog riguardo l’energia fotovoltaica, su come si può risparmiarla sfruttando quella solare generando duplici benefici, per l’ambiente e per noi umani che oltre a ricevere degli incentivi da parte dello Stato, viviamo sicuramente meglio.
Questa piccola premessa mi serve per introdurre l’argomento dell’articolo in questione che tratta dei taxi super ecologici in quanto ciclotaxi, ovvero trainati da persone umane. Più ecologici di così!
L’idea è venuta ai newyorkesi che da qualche anno offrono servizio di taxi su delle biciclette che trainano delle carrozze nelle quali si siedono i passeggeri. Qualcuno potrà obiettare che questa moda del ciclotaxi non sia nuova. In effetti, a chi non viene in mente il classico taxi cinese che tanto caratterizza questa nazione? Ma non provate a paragonare la Cina con l’America perchè i taxisti americani vi rispondono che “l’aver attaccato una bici alla carrozzella biposto ha eliminato la natura di sfruttamento bestiale del trainare umani”. Insomma, il ciclotaxi americano, detto anche pedicab, non è da considerarsi così duro e frustrante come quello cinese.

Ma diamo uno sguardo più da vicino a questi taxi. In totale nella città di New York ce ne sono per ora 500 e corrono su e giù per le strade della metropoli, entrano in azione soprattutto nelle ore di punta, quando i taxi a motore sono praticamente introvabili e la gente si scanna per ottenerne uno. E’ a questo punto che i pedicab occupano la scena nelle strade, piccoli, biposto, veloci e agili nel traffico, portano ovunque e il costo è di un dollaro a isolato.
Alcuni texisti di pedicab hanno rivelato che è un ottimoimpigo, in quanto ti permette di guadagnare fino a 800 dollari in due giorni, è un lavoro dinamico (non avevamo dubbi a riguardo!), si conosce un sacco di gente, si è sempre in giro e capita, non raramente, di trasportare anche personaggi famosi, come Isabella Rossellini, Paul McCartney, Matthew Modine, Kate Winslet.

Ma chi sono questi tassisti? Da dove nasce la passione per questo lavoro e soprattutto quando nascono questi nuovi taxi? I perdicar sono nati dopo la tragedia dell’11 settembre quando era impossibile circolare in auto intorno all’area del Ground Zero e così, si è capito che il ciclotaxi era l’unico modo per spostarsi e da lì hanno fatto moda. Ma più curioso ancora è il profilo dei tassisti, giovani laureati, artisti o altro che fanno questo mestiere per arrotondare lo stipendio o chi per scelta dopo aver capito di non sopportare la vita d’ufficio, chi in attesa di un impiego migliore e più sicuro non resta con le mani in mano e si adopera in lavori come questi, di passaggio e chi invece con una laurea in mano spera di raccogliere tra i suoi passeggeri un volto noto o importante con la speranza di essere notato e coronare il sogno della sua vita. Di certo c’è che come lavoro non si guadagna male e ci si mantiene in forma. Ma all’orizzonte il cielo non è terso; infatti, il prossimo 20 settembre entrerà in vigore la legge per la regolamentazione della categoria, con obbligo di licenza per ciascun veicolo e un taglio dei taxi a 325. Lo ha stabilito la presidente del Consiglio municipale Christine Quinn che ha ricevuto consenso da parte del Consiglio. Inutile spiegare la reazione dei pedicabber che si vedono portare via il loro impiego e imprecano contro le auto definendole “mostri a benzina”.

Peccato! Insomma ci sarà una riduzione di 175 pedicab e quindi di nuovi 175 disoccupati. Mi domando cosa si inventeranno stavolta queste persone!
(V. artico pubblicato in D la Repubblica delle Donne del 1 settembre 2007)

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