Mutui: le banche hanno spazio per abbassare i tassi

Quando parliamo di mercati finanziari bisogna subito mettere le mani avanti. Ma dopo le parole di Mario Draghi ed il suo scudo anti spread la situazione sui mercati dei titoli di stato sembra essersi normalizzata, tanto è vero che, nonostante l'instabilità politica, lo spread tra titoli di stato italiani e tedeschi è andata al di sotto della soglia dei 278 punti fissata da Mario Monti.

La riduzione dello spread non è la sola buona notizia per le banche italiane: il rilassamento sui vincoli patrimoniale di Basilea III lascia alle banche più spazio per mettere a posto i conti e fare gli aggiustamenti patrimoniali che si potrebbero rivelare necessari.

Il risultato finale è che le banche italiane vedono le loro azioni aumentare - gli istituti di credito tricolori hanno complessivamente 370 miliardi di euro di titoli di stato italiani - e sono sottoposti a minori vincoli per i loro impieghi.
Le banche però non sembrano essersene accorte - per ora -, visto che sui mutui concessi nell'ultimo anno chiedono interessi pari ai tassi interbancari + 4,05% in media. I costi sono superiori pure a quelli di un paese - forse ancora più in difficoltà di noi - come la Spagna. Basta dire che i Bonos spagnoli hanno rendimenti del 5% contro il 4,2% dei BTp.
Per le migliori offerte iberiche si registra uno spread dell'1,4%, in Italia si arriva al 2,85%. E' vero che in Italia ci sono norme più severe in termini di copertura dei rischi di credito rispetto al resto dell'Europa, ma questo non basta per spiegare le differenze di prezzo.
Comunque nelle prossime settimane ci dovrebbe essere una riduzione del differenziale dei tassi nell'ordine dello 0,1-0,2% - si parla di fine febbraio. Sull'andamento dell'offerta dipenderà molto anche dalla maggioranza che uscirà dalle urne. Un'eventuale vittoria di Berlusconi, o una situazione di ingovernabilità sicuramente avrebbe effetti negativi.

 Credit image by Getty Images

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