Elezione 2013: patrimoniale e tasse nei programmi dei partiti

La contesa elettorale con ogni probabilità si giocherà soprattutto sulle tasse (e del resto la vittoria monca del centrosinistra nel 2006 è stata determinata proprio dalla paura di una patrimoniale nel ceto medio).

Difficile dare torto agli elettori per una volta, visto che la pressione fiscale supera già il 45% e nel 2013 dovrebbe ancora aumentare. E il nuovo governo verrà subito ringraziato dagli italiani perché a giugno ritocca all'Imu e a luglio potrebbe toccare all'Iva e alla nuova tassa sui rifiuti.

Cosa propongono Berlusconi, Bersani e Monti (in rigoroso ordine alfabetico) in tema tasse? Ovviamente il Cavaliere è il più immaginifico. Il suo refrain più conosciuto è il "meno tasse per tutti" - anche se poi le tasse non le ha mai ridotte.

Il primo punto del programma del centrodestra è l'abolizione dell'Imu sulla prima casa - per 14,4 milioni di italiani. Il costo sarebbe di circa 4 miliardi di euro e verrebbe compensato da un aumento delle tasse su tabacchi e alcoolici. - qualcuno ha espresso più di un dubbio su questa misura.

Silvio Berlusconi starebbe pensando anche alla riduzione delle aliquote Irpef a due - il 23 ed il 33%. Insomma, un altro classico del Cav, che però costa tanto e favorisce molto - forse troppo - i redditi alti, come l'abolizione dell'Irap - per farlo occorre trovare 33 miliardi di euro. Più facile ridurre la pressione fiscale di un punto all'anno per la prossima legislatura.

Mario Monti non pensa di togliere l'Imu - anche se la vuole riformare -, perché se si toglie un anno, il successivo bisognerebbe ripristinarla raddoppiata. E' ovviamente a favore della riduzione di imposte e tasse, ma "vanno ridotte con cautela: con il taglio delle spese pubbliche è possibile una riduzione dell'Irpef e il congelamento dell'aumento dell'Iva".

Il leader del centro non si bilancia comunque sul ruolo del fisco "non prendo impegni e non faccio programmi". Affossato comunque il redditometro, che viene definito una "bomba ad orologeria di Berlusconi". Per lui la patrimoniale non "è il diavolo, ma meglio altro", e vorrebbe detassare l'assunzione di chi ha meno di trent'anni.

Pierluigi Bersani invece vorrebbe alleggerire l'Imu sulla prima casa per i redditi più bassi. L'imposta è una patrimoniale, e il partito democratico vorrebbe renderla più progressiva. Si vorrebbe eliminare per la prima casa quando si paga meno di cinquecento euro - un'operazione che costerebbe 2,3 miliardi. L'operazione darebbe vantaggi a 5,9 milioni di famiglie - il 41% di chi paga l'imposta.

Il Pd vorrebbe far pagare di più agli immobili che hanno un valore catastale superiore al milione e mezzo di euro - più o meno 170.000 immobili nel paese. Se possibile il centrosinistra vorrebbe ridurre il cuneo fiscale. L'obiettivo a lungo termine sarebbe il 20-20-20. Tre volte la stessa cifra per indicare la minore delle aliquote Irpef, l'aliquota Ires e l'imposta sulle rendite finanziarie.

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