Economia 2013: cosa c'è dopo la grande crisi?

Sembra che l'Italia stia superando la fase più acuta della crisi - lo ha detto pure il governatore di Bankitalia Ignazio Visco -, ma non aspettatevi per questo che il 2013 sia un anno facile.

Come abbiamo scritto qualche giorno fa, secondo la nostra banca centrale il Pil scenderà dell'1%. Un ritocco al ribasso - la previsione iniziale era di un più limitato meno 0,2% -,  dovuto ad una domanda interna ridotta ai minimi termini, e ad un peggioramento del contesto internazionale.

L'economia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà dell'anno (se non succederà nulla di particolarmente brutto) ma "su ritmi modesti e con ampi margini di incertezza". Attenzione l'aumento probabile dell'attività economica nella seconda metà del 2013 non dovrebbe portare ad una riduzione della disoccupazione. Anzi. Il picco della disoccupazione dovrebbe arrivare durante il 2014 con un 12%.
C'è anche il rischio di una nuova manovra. I calcoli fatti dal governo Monti prevedevano una riduzione del Pil dello 0,2%, mentre il ritocco della Bankitalia parla di un -1%.
Quali saranno le cifre? C'è chi dice 12 miliardi chi sette o nove - insomma sembra di giocare alla Tombola... Inoltre, il problema sul versante della finanza, aggiunge Manasse, rimane il calo della domanda del credito, l’aumento delle sofferenze - e della prudenza delle banche - e «un mercato ancora asfittico e oligopolistico».
Non è il solo problema del governo, che deve fare i conti con il crollo dei consumi, un mercato del credito asfittico, imprese che solo nel 20% dei casi aumenteranno gli investimenti... Un dato tragico è che aumentano i ragazzi che lasciano la scuola per cercare lavoro...

 

Credit image by Getty Images

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