Vittorio Grilli: "Non serve manovra correttiva"

Non poteva essere più chiaro di così, il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, davanti alla commissione Affari economici e Finanziari del Parlamento europeo a Bruxelles: ha affermato che "la crescita italiana resta insoddisfacente, ma non ci sarà alcuna manovra correttiva". Anzi. L'Italia uscirà dalla recessione già alla fine del primo trimestre del 2013, con sei mesi di anticipo rispetto alle previsioni di Bankitalia e Confindustria.

Da aprile la crescita dovrebbe essere "di poco superiore all'1%", un risultato che il ministro considera "insoddisfacente". A fine anno poi, l'Italia dovrebbe avere un avanzo del Pil del 3% "destinato a salire al 5% entro il 2015". Insomma non ci sarebbe il rischio di dover effettuare una manovra aggiuntiva perché "l'obiettivo è aggiustato per il ciclo e quindi quando si ha un bilancio in pareggio in termini strutturali non si deve appesantire l'economia con altre manovre".

Secondo Grilli, l'Italia oggi "è un Paese diverso, che sta cambiando profondamente con modifiche non reversibili", ed è convinto che il governo Monti abbia “iniziato e portato a termine un percorso con un'azione di governo incisiva”. Resta ancora molto da fare ma è “certo che tutte le istituzioni responsabili sapranno continuare questo lavoro".

Il ministro dimissionario dell'Economia coglie anche l'occasione per dire la sua in contrapposizione con Pdl e la sinistra di Rivoluzione Civile. L'austerità era necessaria “perché è impossibile costruire una strategia di crescita senza mercati stabilizzati, è come costruire una casa sulla sabbia. Abbiamo dovuto ricorrere più di quanto non volessimo ad imposizioni fiscali, la pressione media fiscale deve calare, ma per fare questo occorre fare una revisione specifica della spesa pubblica”, con “scelte dure per snellire il settore pubblico”.

Con questa ultima dichiarazione non credo che Grilli cerchi di tirare la volata per il suo quasi ex-primo ministro. Vuole solo difendere il suo lavoro, e anche se non si può dire nulla di sicuro sul Pil italiano nel 2013, credo che abbia un po' esagerato nel tirare le cifre dalla sua parte.

 

Credit image by Getty Images

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