In Italia 8,2 milioni di poveri. Record di inattivi

In Italia ci sono 8,2 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà relativa, l‘11,1% della famiglie, il 13,6% della popolazione residente. A combattere ogni giorno contro la povertà assoluta sono invece 3,4 milioni di persone, il 5,2% delle famiglie.


Il rapporto dell’Istat Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo relativo al 2011, delinea un quadro a tinte fosche. Sul lavoro poi in Europa siamo a livelli di record negativo sul numero degli inattivi: cioè coloro che non sono occupati, né sono in cerca di un impiego sempre più difficile da trovare.

Gli inattivi in Italia sono il 37,8% della popolazione, peggio di noi solo Grecia e Malta. Secondo l’Istituto nazionale di Statistica il tasso d'inattività tra i 15 e 64 anni è al 37,8%. In particolare è elevata l'inattività femminile, al 48,5%.


Nel 2011 si è registrata un’occupazione pari al il 61,2% della popolazione di 20-64 anni. Si tratta di appena un decimo di punto in più rispetto al 2010. Dietro di noi in Europa solo Ungheria e Grecia. La popolazione femminile occupata arriva al 49,9%.

E Rete imprese Italia, organismo di rappresentanza della piccola e media imprenditoria, ricorda che nei primi nove mesi del 2012 hanno dovuto chiudere più di 216mila imprese artigiane e dei servizi di mercato. Il reddito annuale procapite è sceso a meno di 17mila euro all’anno, erano 19.500 nel 2007, anno di inizio della grande crisi, mentre l’unico valore in crescita è la pressione fiscale, oggi al 55%.

Come se ne esce?

Secondo il presidente della Bce Mario Draghi di sicuro non con il ricorso all’indebitamento. I Paesi europei - ha detto l’ex governatore di Bankitalia:


"devono diventare competitivi per sostenere la crescita".

Con l'indebitamento non è possibile avere una crescita sostenibile ha aggiunto Draghi.

Foto © TMNews

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