Tasse e fisco per il Centrosinistra

Proseguiamo a dare un’occhiata alle proposte delle forze politiche sul Fisco, in prossimità delle elezioni politiche 2013. Praticamente tutti partiti, con varie gradazioni, auspicano una riduzione della pressione fiscale, che quest’anno raggiungerà il livello record del 45,3%, ma del resto siamo in campagna elettorale.

Il centrosinistra è la coalizione che stando ai sondaggi dovrebbe subentrare al dimissionario governo tecnico di Mario Monti, si vedrà con quali numeri, specie al Senato. Vediamo cosa propongono il PD e SEL. Secondo il programma del partito guidato dal candidato premier Pier Luigi Bersani il primo passo da fare :

“è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari”.


Quello successivo è contrastare la precarietà e la svalutazione e svalorizzazione del lavoro. Per il PD poi è necessario il pieno sostegno all’occupazione femminile, con l’Italia che è molto indietro rispetto ai partner europei. Come? Mettendo in campo:


“politiche fiscali a sostegno dell’occupazione femminile, ancora adesso uno dei differenziali più negativi per la nostra economia, in particolare al Sud. Serve un grande piano per aumentare e migliorare l’occupazione femminile, contrastare la disparità nei redditi e nelle carriere, sradicare i pregiudizi sulla presenza delle donne nel mondo del lavoro e delle professioni. A tale scopo è indispensabile alleggerire la distribuzione del carico di lavoro e di cura nella famiglia, sostenendo una riforma del welfare, politiche di conciliazione e condivisione e varando un programma straordinario per la diffusione degli asili nido".

Per il Partito Democratico non si si uscirà dalla crisi se chi ha di più non sarà chiamato a dare di più, in termini di tasse:

“La ricchezza finanziaria e immobiliare è diventata sempre più inafferrabile, capace com’è di sfuggire a ogni vincolo fiscale e solidale. (...) Anche le politiche sociali ed economiche incentrate sulla difesa dei più deboli e sulla promozione di un sistema di pari opportunità richiedono che il merito diventi la bussola di una competizione positiva sul terreno della responsabilità e che ogni cittadino sia chiamato a corrispondere ai doveri fiscali in relazione al proprio patrimonio con fermezza e severità.”

Bisognerà anche agire di concerto con l’Europa, sottolinea il programma del PD, l’austerity fine a se stessa non paga:

“Se l’austerità e l’equilibrio dei conti pubblici, pur necessari, diventano un dogma e un obiettivo in sé – senza alcuna attenzione per occupazione, investimenti, ricerca e formazione – finiscono per negare se stessi. Adesso c’è bisogno di correggere la rotta, accelerando l’integrazione politica, economica e fiscale, vera condizione di una difesa dell’Euro e di una riorganizzazione del nostro modello sociale. In secondo luogo, bisogna portare a compimento le promesse tradite della moneta unica e integrare la più grande area economica del pianeta in un modello di civiltà che nessun’altra nazione o continente è in grado di elaborare”.

E ancora:

“Salvare l’Europa nel pieno della crisi significa condividere il governo dell’emergenza finanziaria secondo proposte concrete che abbiamo da tempo avanzato assieme ai progressisti europei. Tali proposte determinano una prospettiva di coordinamento delle politiche economiche e fiscali. E dunque nuove istituzioni comuni, dotate di una legittimazione popolare e diretta. A questo fine i progressisti devono promuovere un patto costituzionale con le principali famiglie politiche europee”.

In tema di evasione fiscale il partito promette una lotta decisa contro piccoli e grandi evasori.

Il programma di Sinistra Ecologia Libertà sul Fisco è simile a quello del PD, considerando centrali la questione lavoro e la necessità di ridurre la pressione fiscale sulle fasce più deboli e disagiate. Ma ne differisce per l’esplicita citazione della necessità di una tassa patrimoniale. Per il partito del governatore della Puglia Nichi Vendola servono politiche fiscali miranti alla redistribuzione della ricchezza e alla piena occupazione, in un sistema che ponga il cittadino al centro delle decisioni politiche.

Per questa via è necessario ridurre le troppe tasse a carico dei ceti già in difficoltà socio-economiche e istituire la tassa patrimoniale (che secondo il centrodestra c’è già: l’Imu di Monti...).

L’Italia per SEL deve tornare a pesare sul piano internazionale anche sotto il profilo economico, riacquistando quel ruolo di mediazione che ha sempre avuto e concentrandosi sull’obiettivo di arrivare a politiche fiscali davvero eque e redistributive.

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

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