Farmaci: la partita si gioca sulla fascia C

Farmaci fascia C Dopo ticket e rincari arriva qualche buona notizia per degenti e malati: il medico dovrà indicare in ricetta il principio attivo dei farmaci di fascia C, per intenderci quelli il cui costo è a carico del cittadino, ma per i quali è obbligatoria la ricetta.

E' quanto prevede un emendamento alla legge Finanziaria che é stato proposto dal senatore Roberto Manzione e che è stato approvato dalla Commissione Bilancio. L'obbligo è infatti previsto per i soli medicinali di fascia C. Contemporaneamente il farmacista dovrà fornire al cliente ogni informazione necessaria sui costi e per l'efficacia del farmaco prescritto. "L'intervento serve a realizzare una prima disconnessione - ha commentato il senatore Manzione - fra medici e le grandi case farmaceutiche e, nel contempo, a realizzare considerevoli risparmi di spesa per il cittadino".

L'emendamento prevede che "per i medicinali soggetti a prescrizione medica appartenenti alla classe di cui alla lettera c) (...) è fatto obbligo al medico di prescrivere il solo principio attivo. Il farmacista cui venga presentata una ricetta medica di cui al primo periodo è "tenuto a fornire informazioni circa la disponibilità ed i costi del farmaco generico e degli altri medicinali contenenti il prescritto principio attivo".

La scomparsa in ricetta del nome commerciale dei farmaci dovrebbe garantire ai cittadini sifìgnificativi risparmi sulle spese mediche. Ricordiamo che esiste già un dettagliato elenco di equivalenze tra i prodotti commerciali e il loro principio attivo elaborato dal ministero della Salute in collaborazione con l’Agenzia Italiana del Farmaco.

I risparmi derivanti dall'attuazione della norma - prevede ancora l'emendamento - "sono destinati, con decreti del Ministro dell'Economia e delle Finanze, ad incrementare in modo paritario i fondi previsti dagli articoli 22, comma 4, e 25, riducendo in misura corrispondente la quota del concorso statale al finanziamento della spesa sanitaria corrente". Il primo dei due fondi, previsto dalla Finanziaria ancora all'esame, stanzia risorse per le "esigenze di funzionamento dell'Arma dei Carabinieri" mentre il secondo finanzia il "potenziamento della sicurezza e del soccorso pubblico" facendo specifico riferimento ai Vigili del Fuoco.

Farmaci da supermercato

Intanto è scontro sulla vendita dei farmaci di fascia c nei supermercati: “i farmaci di fascia C impongono la necessita’ del controllo piu’ rigoroso da parte dei medici e dei farmacisti, filtro indispensabile a tutela, in molti casi, soprattutto dei piu’ giovani. Allargarne la vendita alla grande distribuzione, come non avviene in alcun Paese d’Europa eppure si va ipotizzando sempre piu’ di frequente, comporterebbe gravissimi rischi per la salute dei cittadini”, questa la denuncia lanciata dalla Fofi, Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani.

La vendita nei “corner” dei supermercati e nelle parafarmacie di farmaci “di natura delicatissima: antitumorali, anticoncezionali, antibiotici, antidepressivi, stupefacenti” torna a suscitare polemiche tra i professionisti e i medici.

La Fofi, si legge in una nota, “ha sempre respinto la deriva di banalizzazione attraverso la quale si va ipotizzando una situazione ad altissimo rischio: il farmaco non puo’ essere considerato un prodotto commerciale qualunque. Resta, al contrario, un bene indispensabile per l’esercizio del diritto alla salute”.

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