Investimento azionario: le azioni che battono il BTp

In questo periodo stiamo assistendo a delle situazioni paradossali. Nell'ultimo anno chi aveva deciso di continuare ad investire nei BTp ha portato a casa dei guadagni in conto capitale nell'ordine del 18-20% (ovvero se ha comprato ai tempi della tempesta finanziaria sull'Italia e ha rivenduto ora può averci guadagnato, senza contare le cedole, un quinto di quanto aveva investito).

E ora con i rendimenti dei titoli pubblici italiani che stanno scendendo come non si vedeva da anni, tanti investitori sono alla ricerca di rendimenti. Dove trovarli? Ci sono blue chip italiane che nel 2013 promettono di dare dividendi superiori ai BTp. Ovviamente ci possono essere brutte sorprese come ha mostrato il caso della Saipem in questi giorni.

Per chi comunque vuole correre qualche rischio ci possono essere ottime sorprese. Come quella rappresentata da Snam, prima nella classifica dei dividendi in percentuale alla quotazione del titolo - per lei un molto interessante rendimento atteso del 6,88%.

Al secondo posto c'è A2A (6,32%), seguito da Terna (6,1%), Telecom Italia (5,77%), Atlantia (5,77%), Eni (5,74%, ma bisogna vedere l'impatto di Snam sui suoi conti), STMicroelectronics (4,89%), Lottomatica (4,75%), Enel (4,71%) e Mediolanum (4,58%).

Ovviamente bisogna considerare che i rischi rispetto ai titoli pubblici sono ben diversi. Non ci sono certezze sui rendimenti assicurati da queste azioni in futuro - anche se molti di questi titoli offrono buone performance da anni -, e anche i settori apparentemente più difensivi - come ad esempi quello delle multiutility - potrebbero cedere  terreno, annullando il guadagno della cedola con una più che proporzionale diminuzione della quotazione.

La regola principale anche in questo caso è quella di diversificare i propri investimenti, quindi se si intende puntare su blue chip ad alti dividendi sarebbe meglio scegliere aziende che operano in settori diversi. E ovviamente considerare che non si possono investire in azioni capitali di cui abbiamo bisogno nel breve periodo.

Un'ultima cosa: i calcoli dei rendimenti sono avvenuti prendendo in considerazione la quotazione delle azioni del 18 gennaio.

 

Credit image by Getty Images

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