Elezioni politiche 2013: il lavoro nei programmi

 

 

 

Secondo il centrosinistra ci vuole un "ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull'impresa attingendo alla rendita dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari". Poi ovvio riferimento al contrasto della precarietà, ed alla necessità di "spezzare la spirale perversa tra bassa produttività e compressione dei salari e dei diritti".

Infine sono previste anche misure di sostegno all'occupazione femminile - in particolare al Sud - e "una legge sulla rappresentanza" nei luoghi di lavoro.

Mario Monti, insieme ai suoi alleati centristi,  vuole rimodulare il contratto di lavoro a tempo indeterminato rendendolo più flessibile e meno costoso ed arrivare ad un'incisiva riduzione del cuneo fiscale e contributivo.

Un altro punto del programma è l'aumento del tasso di occupazione femminile attraverso una detassazione selettiva che incentivi simmetricamente domanda e offerta.

Il centrodestra intende arrivare ad una "sostituzione dell'attuale sistema dei sussidi alle imprese con contestuale ed equivalente riduzione delle tasse sul lavoro".

Altri punti del programma sono il "ritorno alla legge Biagi", oltre allo "sviluppo della contrattazione aziendale e territoriale" , al "sostegno all'occupazione giovanile attraverso la totale detassazione dell'apprendistato", "buoni dote per la formazione", la partecipazione agli utili dei lavoratori, e la maggiore trasparenza per i sindacati su iscrizioni e bilanci.

Il Movimento 5 Stelle vuole "l'abolizione della legge Biagi", e l'introduzione di una sorta di salario di cittadinanza. Nei suoi spettacoli Beppe Grillo parla anche di un sussidio di disoccupazione per due anni sul modello della Danimarca, oltre al "lavoro pieno e breve per tutti: 1.300 ore all'anno per tutti".

Rivoluzione Civile in fine è per "il contratto collettivo nazionale per il ripristino dell'art. 18 e per una legge sulla rappresentanza e la democrazia nei luoghi di lavoro". Vogliono "creare occupazione attraverso investimenti in ricerca e sviluppo, politiche industriali che innovino l'apparato produttivo e la riconversione ecologica dell'economia".

Altri punti sono la "riduzione dell'orario di lavoro", "un reddito minimo" per i disoccupati e l'aumento delle retribuzioni "a partire dal recupero del fiscal drag".


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Rimodulare il contratto di lavoro a tempo indeterminato rendendolo piu' flessibile e meno costoso. Questo uno degli obiettivi della lista civica del premier Mario Monti contenuta nelle linee di politica di lavoro e welfare presentate oggi a Milano. Secondo il programma, occorre far leva su un'incisiva riduzione del cuneo fiscale e contributivo

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