Facciamo i conti con il riscatto della laurea

Riscatto della laurea Sono tanti, circa 6.500 ogni anno i lavoratori laureati (e 5.500 i laureati non lavoratori) che fanno richiesta di riscatto della laurea, questo quanto emerge dalla pubblicazione curata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, con Inps e Inpdap. La pratica, aperta a tutti, consiste, lo ricordiamo, nel pagamento dei contributi non versati durante il periodo di studi, che può concorrere al raggiungimento della quota contributiva necessaria per accedere al trattamento pensionistico, può essere richiesto per il corso legale di laurea, lauree brevi e titoli equiparati.

Per i 12.000 giovani interessati sopra citati ad accorciare i tempi per il pensionamento dunque ci sono buone notizie sul fronte del riscatto degli anni di studio universitari ai fini pensionistici:


  • si potrà rateizzare il pagamento dei contributi fino a 10 anni senza dover corrispondere alcun interesse

  • il riscatto potrà essere richiesto anche prima dell’inizio dell’attivita’ lavorativa consentendo la detraibilità fiscale dal reddito dei genitori dell’importo pagato (il pagamento di un contributo per ogni anno da riscattare (circa 4.500 euro per il 2008). Il contributo è fiscalmente deducibile dall'interessato ovvero detraibile dall'imposta dovuta dai soggetti di cui l'interessato risulti fiscalmente a carico nella misura del 19 % dell'importo stesso)

  • Gli anni riscattati saranno considerati validi al fine del computo dell’età pensionabile anche per i lavoratori soggetti al regime contributivo.
    Per i giovani che sono nel sistema contributivo sarà possibile cumulare tutti i contributi maturati in qualsiasi gestione pensionistica per ottenere un’unica pensione e la riduzione da 6 a 3 anni nel sistema retributivo misto del requisito contributivo minimo per poter cumulare i periodi contributivi maturati in ciascuna gestione.

Come si calcola
Per ogni anno di studio si dovrà pagare l’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di rendimento (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (13.598 Euro nel 2007). Questo vuol dire che chiunque intenda riscattare gli anni di studio pagherà almeno un minimo di 4.490 euro (lavoratori autonomi o disoccupati). Una giovane neolaureata che percepisca uno stipendio lordo annuo di 17.000 euro pagherà una somma annua complessiva di 28.050 euro (5.610 euro all’anno per cinque anni), rateizzabile, secondo le novità in finanziaria nel corso non più di 5 ma di 10 anni. A fare i conti, questa volta, con il riscatto della laure è proprio l'Inps sul suo fascicolo relativo al Welfare.

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