Mutui, rate di piombo per gli italiani

Rate mutui Ai primi posti in Europa per il tasso di crescita dei mutui l’Italia si aggiudica la maglia nera del caro-rate. Stando infatti ad una recente indagine di Hypostat European Mortgage Federation (di cui fa parte l’Abi) tra il 1997 e il 2006 l'aumento registrato e' stato del 15,24%.

L’Italia rimane comunque sotto la media europea (11.590 euro pro capite) per quanto riguarda l’incidenza delle rate sul bilancio familiare: il debito di acquisto di immobili residenziali pesa infatti su ogni italiano (neonati compresi) 4.700 euro, contro i 47.000 di Svizzera e Danimarca.

Quanto ai tassi di interesse, la fotografia scattata dalla Banca d’Italia non è delle migliori, visti gli aumenti complessivi del 6,44% registrati in dicembre, in aumento dal 6,40% di novembre (5,29% a dicembre 2006).

I tassi sui prestiti per l'acquisto dei mutui salgono al 5,71% segnando il massimo da almeno novembre 2006, quando erano al 4,68%, mentre si collocano al 6,85% quelli tra uno e cinque anni e al 5,71% quelli superiori ai cinque anni.
Guardando solo alle nuove operazioni, i tassi sui mutui sono al 5,72% in dicembre. Gli interessi salgono al 5,88% nel caso di mutui oltre i 10 anni, valore inferiore al picco di 6,96% di luglio 2007.

Altro dato interessante e' il valore complessivo dei mutui erogati, rispetto al Pil di ogni Paese. Tale rapporto e' attorno al 100% in Svizzera, Danimarca e Olanda; la media Ue a 27 Paesi e' del 36,19%, mentre in Italia e' del 18,7%. Complessivamente, nei 27 Paesi comunitari a fine 2006 risultava uno stock di mutui residenziali pari a 5.713,6 miliardi di euro, di cui solo un ventesimo italiano: 276 miliardi.

La conclusione ai dati rilevati dalla Federazione Mutui è, stando alle parole del segretario Aduc Primo Mastrantoni, che “siamo messi male per l'aumento dei mutui nel corso degli ultimi 10 anni ma l'esposizione delle famiglie italiane e' notevolmente inferiore a quella di alcuni Paesi europei. Il tutto va, ovviamente, confrontato con gli stipendi e con il loro potere d'acquisto” (v. articolo).

Ottimista Confindustria che rileva un tasso di crescita delle sofferenza bancaria delle famiglie italiane decisamente più lento rispetto alla crescita dei prestiti stessi. Stando infatti al Centro Studi di Confindustria, ''le sofferenze bancarie nei prestiti alle famiglie italiane hanno mostrato una significativa accelerazione dall'inizio del 2007, con solo qualche segnale di frenata nell'ultimo mese (+7,6% tendenziale a novembre secondo i dati Banca d'Italia)'', ma parallelamente ''i dati mostrano anche molto chiaramente che i prestiti alle famiglie (+9,6% tendenziale a novembre 2007) continuano a crescere di più rispetto alla quota che cade in sofferenza'' (v. articolo).

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