Fidelity Card, sconti a quale prezzo?

Fidaty card Travalica i confini della privacy personale la Fidelity card, a stabilirlo il Garante della privacy per cui sarebbero troppi i dati richiesti alla clientela. Dati sui componenti del nucleo familiare, interessi e abitudini personali, preferenze sulle modalità di acquisto, la curiosità dei moduli commerciali non sembra mai sazia al momento di “profilare” un cliente nuovo.

Ad aggiungersi all’accusa di eccessiva “curiosità” anche la chiarezza nei moduli, l’incompletezza delle informazioni fornite agli intestatari della card e la totale assenza espressione del consenso per i trattamenti dei dati ai fini del marketing.

A finire nell’occhio del ciclone inquisitorio 4 società, sulle 5 controllate, che hanno utilizzato, a detta del Garante, i dati sensibili in modo illecito. Un caro prezzo da pagare quello per l’acquisto di prodotti, di premi o bonus correlati, di facilitazioni di pagamento.

In realtà quando un cliente accetta una card, ricorda il Garante, le aziende possono trattare esclusivamente i dati per attribuire vantaggi legati all'utilizzo. Dunque i dati legati all'identificazione dell'intestatario della carta e quelli del volume di spesa globale progressivamente realizzato (senza riferimenti in dettaglio ai singoli prodotti), solo se sia realmente necessario trattarli. L'eventuale conservazione di dati di dettaglio per particolari beni o servizi acquistati o vantaggi conseguiti, sottolinea il Garante, «non è necessaria specie se si persegue la sola finalità di fidelizzazione». Nei casi in cui è lecita deve essere rispettato il principio della proporzionalità.

L'Authority ha però precisato che la profilazione della clientela può essere svolta solo con dati anonimi e non identificativi, senza un collegamento con i clienti interessati e con indicazioni analitiche sulla sfera personale, ma è comunque necessario apporre la propria liberatoria sui dati forniti (v. articolo).

Il mercato delle fidelity vale due miliardi di euro l’anno. Attraverso questi strumenti passa l’80 per cento del fatturato della grande distribuzione alimentare. Le card sono 30 milioni: il 54 per cento della popolazione ne possiede una. Di questo insieme, il 60 per cento ne ha almeno tre, senza contare quelle di accumulo punti delle compagnie aeree. L’obiettivo dei badge è quello di fidelizzare la clientela, ma sono anche un mezzo per capire consumi e preferenze di mercato da declinare poi per categorie sociali: le famiglie, i single, le persone istruite, quelle del Sud, quelle del Nord... Il timore dell’Autorità Garante è che questa rete di card diventi un Occhio Segreto che controlla ogni nostra scelta di vita (v. articolo).

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