Il menù a chilometro zero è servito!

Prodotti a chilometro zero Approda online la rete di locali «a chilometro zero» (v. articolo) pensata per proporre un menù di prodotti locali, tagliando distanze ed emissioni inquinanti.

Non male se si considera il recente rincaro dei prezzi della spesa “mangia petrolio”. Gli alimenti "a lunga percorrenza", infatti, hanno subito un'impennata dei prezzi in concomitanza al caro-petrolio: le ciliegie dal Cile che devono volare 13mila chilometri con un consumo di 5,8 kg di petrolio hanno raggiunto i 28 euro al chilo o l'uva dal Sudafrica costa oggi 12 euro al chilo e viaggia per 8mila chilometri bruciando 4,35 kg di petrolio.

Secondo un recente studio della Coldiretti, consumando prodotti locali e di stagione e facendo attenzione agli imballaggi, una famiglia può risparmiare fino a 1000 chili di anidride carbonica (CO2) l’anno. Una scelta non difficile in un paese come l’Italia che favorito dal clima offre produzioni agroalimentari da primato in tutte le stagioni.

Ad esempio per trasportare a Roma un chilo di ciliegie dall’Argentina in aereo per una distanza di 12mila km si liberano 16,2 kg di anidride carbonica (CO2), mentre per un kg di pesche dal Sudafrica nel viaggio di 8mila chilometri si emettono 13,2 kg di CO2 e, infine, gli arrivi di ogni kg di uva dal Cile producono 17,4 kg di CO2.

L’iniziativa della Coldiretti è stata lanciata in occasione della Fieragricola di Verona dove è stato presentato sul sito www.coldiretti.it/veneto il primo circuito a km zero che annovera tra gli aderenti dalla gelateria alla ristobottega di Verona, dall’osteria di Padova allo snack bar di Treviso, dai vari ristoranti del Veneziano fino ai locali del parco delle Dolomiti nel Bellunese, riconoscibili da una apposita targa.

Food miles
Concetto nato in Inghilterra il chilometraggio dei prodotti è utile per valutare l’impatto ambientale del cibo che mangiamo ogni giorno. Diversi gli indicatori utilizzati per calcolare l'impronta ecologica del Food miles, tra cui il più significativo è sicuramente quello del mezzo di trasporto utilizzato. E' evidente che se un prodotto viaggia in aereo ha un impatto diverso che se viaggia in treno o su gomma. Su Organic Linker, un portale britannico, esiste un comodo calcolatore grazie al quale è possibile sapere quanta anidride carbonica è stata generata dai prodotti per arrivare in Gran Bretagna. Ad esempio, scopro che un prodotto proveniente dal Brasile percorre oltre 5400 miglia per raggiungere Londra e produce circa 1585 chili di CO2 se, per ipotesi, viaggia in aereo.

La mappa del cibo
Anche in Italia esiste un portale su cui è possibile rintracciare il produttore agricolo più vicino, si chiama la Mappa del cibo locale.

Questo lo slogan di apertura al sito “Usa il nostro sito web per trovare le fattorie familiari più vicine che praticano nella tua zona la vendita diretta dei propri prodotti. Cerca cliccando sulla mappa d'Italia o sulle categorie o col motore di ricerca interno. La vendita diretta da la possibilità agli agricoltori di trovare un mercato senza intermediazioni. Aiutare una famiglia di agricoltori a rimanere sulla propria terra è il primo passo per creare le condizioni di un migliore ambiente rurale. Se a questo si aggiunge che il cliente del contadino può significativamente risparmiare comprando direttamente e inoltre controllare di persona la qualità di ciò che mangia esistono le condizioni per un rapporto duraturo fra domanda e offerta di cibo”.

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