Turismo procreativo: all ricerca della fecondazione low-cost

Fecondazione La fecondazione assistita non ha più confini, è proprio il caso di dirlo. Si tratta di un vero e proprio “esodo” di donne che ricercano la maternità oltre frontiera perché sottoposta a meno vincoli e meno cara. Questo quanto rilavato dall'Osservatorio sul turismo procreativo. Tra le mete favorite dalla cicogna, la Spagna, ma anche i paesi dell’Est.

A denunciare il fenomeno, che completa il «quadro dei "viaggi della speranza" iniziati con la legge 40 e irti di incognite e difficoltà psicologiche per i pazienti», è Andrea Borini, presidente di Cecos Italia e dell’Osservatorio turismo procreativo. Le mete più frequenti della coppie italiane sono Spagna e Svizzera, seguite dal Belgio. In alcune cliniche spagnole i pazienti italiani raggiungono anche il 50% e in una clinica di Lugano, secondo l'Osservatorio, sono circa il 40%.

La legge 40
Motivo scatenante della fuga delle cicogne i limiti imposti dalla Legge 40 che impone il divieto della fecondazione artificiale eterologa, cioè al di fuori della coppia, della sperimentazione e della clonazione degli embrioni. Inoltre le tecniche di fecondazione assistita sono consentite nel nostro paese solo per risolvere problemi di sterilità o infertilità e se non ci sono altri metodi terapeutici efficaci. Per gli impianti di embrioni poi il massimo consentito è di tre, ovvero il numero necessario ad un unico e contemporaneo impianto.

I limiti della nostra legislazione sembrano quindi far proliferare il business delle nascite oltre confine: i centri esteri si starebbero infatti attrezzando di fronte alla domanda crescente dei nostri connazionali alla ricerca di un figlio. In poco più di due anni oltre 40 siti web di cliniche stranierevhanno optato per la nostra lingua.

Ragioni economiche..
Il turismo procreativo “guarda ad Est” per i costi favorevoli (come già peraltro avviene nel caso di altri interventi medici).
Nella Repubblica Ceca, ad esempio, c’è un centro che effettua la fecondazione eterologa, possibilità negata in Italia dalla legge 40. In Turchia, dove la Pma si effettua presso l’ospedale pubblico di Istanbul, le coppie italiane rappresentato il 10-20% del totale. E ancora in Slovenia, con i suoi centri di Lubiana, Maribor e Postojna, gli italiani sono presenti da sempre, ma dopo la legge 40 il loro arrivo si è consolidato innegabilmente. Nel solo centro di Lubiana rappresentano ormai il 10% del totale (La Stampa).

..e legislative
Non è solo questione di denaro però: fra le ragioni che favoriscono il "turismo procreativo", c'è la possibilità di congelare gli embrioni - il che consente vantaggi di salute per le coppie e tempi brevi - e le "non restrizioni" del numero degli ovuli da fecondare in coltura. A questo si aggiunge la diagnosi pre-impianto, che può scongiurare il rischio di trasferire al figlio le malattie genetiche ereditarie delle coppie. In Gran Bretagna, in particolare, esiste un ente governativo (Hfea) che regola e controlla tutte le strutture dove si esegue la fecondazione.

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