Carburante: sconti fiscali al distributore

Caro prezzi benzina Raggiunge il suo record storico il petrolio a quota 101,27 dollari al barile, mentre in Italia la benzina tocca la vetta di 1,4 euro al litro (il record rimane a 1,409 registrato nel 2006). Ad intervenire sul galoppare dei prezzi la “mano” del governo che sta predisponendo una manovra di tagli fiscali entro fine anno. Si tratterà di un piccolo intervento che alleggerirà il prezzo del carburante di 1-2 centesimi al litro.

Si tratta di evitare l’effetto moltiplicatore dell’Iva sul prezzo del carburante ossia che l’applicazione dell’Iva su un prezzo industriale aumentato appesantisca la tassazione su ogni litro di carburante. La legge finanziaria 2008 autorizza il governo a ridurre l’«accisa» (imposta in cifra fissa) ogni trimestre, qualora il prezzo del greggio in euro aumenti di oltre il 2%. Per il primo di questi decreti occorre conteggiare le variazioni al 28 febbraio. In Europa solo la Spagna, sostiene il ministero dello Sviluppo, ha accise più basse delle nostre.

Nei listini di vendita in Italia, diramati dalla principali aziende, ieri la benzina era in quasi tutti i casi a 1,399 euro per litro; e il gasolio variava da 1,318 (Erg) a 1,324 (Shell).

Sebbene sia opinione largamente condivisa in Europa che la tassazione sul petrolio non si possa diminuire ma tuttal’più mantenere invariata, permangono i sospetti sugli aumenti ingiustificati del greggio nel nostro paese.

Cosa spinge l’oro nero alla continua scalata alla china dei prezzi?
Due fattori principali:


  • la riunione dell’Opec in previsione per il 5 marzo a Vienna, dove si potrebbe parlare perfino di ridurre la produzione

  • l’afflusso sulle materie prime, tutte comprese quelle alimentari, di capitali speculativi in fuga dalla finanza.
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