Congedo parentale: novità in vista per i genitori adottivi

Mother and Child - Gustav Klimt Con il 2008 il trattamento dei genitori adottivi e affidatari è equiparato a quello dei genitori naturali per i congedi di maternità, paternità e parentali, a prescindere dall’età del bambino. A stabilirlo la Finanziaria 2008 che introduce una serie di altre novità in merito ai congedi. La nuova normativa consente infatti di avere un congedo di 5 mesi retribuito in caso di adozione e di 3 per l’affido (v. articolo).

I genitori adottivi o affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del congedo parentale entro i primi otto anni dall'ingresso del minore nel nucleo familiare, indipendentemente dall'età del bambino, ma non oltre il compimento della maggiore età (v. circolare Inps n. 16).

Adozioni nazionali
In caso di adozione nazionale, il congedo dev’essere fruito durante i primi cinque mesi successivi all’effettivo ingresso del minore nella famiglia della lavoratrice. Per le adozioni nazionali il diritto è riconosciuto anche che se il minore, all’atto dell’adozione, abbia superato i sei anni di età e spetta per l’intero periodo, anche nell’ipotesi in cui durante il congedo lo stesso raggiunga la maggiore età.

Adozioni internazionali
In caso di adozione internazionale, il congedo può essere fruito prima dell’ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all’estero richiesto per l’incontro con il minore e gli adempimenti relativi alla procedura adottiva. Ferma restando la durata complessiva del congedo, questo può essere fruito entro i cinque mesi successivi all’ingresso del minore in Italia.

Il congedo, inoltre, può essere fruito in modo frazionato e, oltre al congedo di maternità, la lavoratrice può richiedere ulteriori periodi di congedo non retribuiti e non indennizzati..

Affidamento
La lavoratrice che prende in affidamento un minore ha diritto all’astensione dal lavoro per un periodo complessivo pari a tre mesi entro l’arco temporale di cinque mesi decorrenti dalla data di affidamento del minore all’interessata; Entro i cinque mesi, il congedo deve essere però fruito in maniera continuativa. Il congedo spetta a prescindere dall’età del minore all’atto dell’affidamento ed è riconosciuto, pertanto, anche per minori che, all’atto dell’affidamento, abbiano superato i sei anni di età.

In via transitoria si fa presente che, relativamente agli ingressi in famiglia disposti nell’anno 2007, il congedo eventualmente non fruito nei primi tre mesi dall’ingresso in famiglia del minore potrà essere fruito in via continuativa o frazionata nell’anno 2008, purché non oltre i cinque mesi dalla data di affidamento.

Regole
In attuazione delle nuove disposizioni, i genitori adottivi e affidatari, analogamente ai genitori biologici, possono fruire del congedo parentale entro i primi otto anni dall’ingresso del minore nel nucleo familiare, indipendentemente dall’età del bambino all’atto dell’adozione o affidamento e comunque non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.

Fermi restando i predetti limiti temporali (oltre i quali non spettano né il congedo né la relativa indennità) il trattamento economico pari al 30% della retribuzione è riconoscibile per un periodo massimo complessivo di sei mesi tra i due genitori entro i tre anni dall’ingresso del minore in famiglia; viceversa, qualunque periodo di congedo richiesto oltre i tre anni dall’ingresso (anche, ad esempio, il primo mese) nonché i periodi di congedo ulteriori rispetto ai sei mesi (settimo, ottavo e così via), ancorché fruiti entro i primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia, potranno essere indennizzati a tale titolo subordinatamente alla verifica delle condizioni reddituali previste dal comma 3 dell’art. 34 T.U.

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