Sanità, cosa passerà la mutua?

Assistenza integrativa E’ stato recentemente firmato dal Ministro della Salute Livia Turco il Decreto ministeriale che individua gli ambiti delle prestazioni dei Fondi integrativi del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e degli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso no profit che forniscono prestazioni assistenziali integrative a quelle fornite dal SSN (v. comunicato).

15/20 milioni di potenziali assistiti, secondo le stime ministeriali, dovrebbero poter beneficiare di prestazioni assistenziali complementari. Il paniere dei servizi di Fondi e Casse sarà dunque ampliato. Inoltre, a partire dall’anno 2010, gli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso dovranno attestare che almeno il 20% delle prestazioni erogate sia riferito a prestazioni socio assistenziali per le persone non autosufficienti e per l’assistenza odontoiatrica.

"Per mantenere il proprio status di facilitazioni fiscali, infatti - sostiene il ministro Turco - il listino di offerta di questi enti dovrà obbligatoriamente comprendere anche le prestazioni odontoiatriche e quelle di assistenza per i non autosufficienti non erogate dal Ssn. Due tipologie di intervento che, entro il 2010, dovranno valere per almeno il 20% del totale delle prestazioni erogate. Questo vincolo si spiega con la necessità di offrire una maggiore copertura assistenziale per le cure odontoiatriche e per le persone non autosufficienti in quanto, come avviene in tutti i Paesi ad alto tasso di sviluppo, anche in Italia la domanda di questi servizi è molto superiore alla possibilità reale di offerta pubblica nell’ambito dei servizi sanitari nazionali”.

Quali coperture previste?
I Fondi integrativi previsti andranno a coprire prestazioni aggiuntive, non comprese nei livelli essenziali di assistenza e con questi comunque integrate, erogate da professionisti e da strutture accreditati, e tra queste anche:


  • le prestazioni di medicina non convenzionale;
  • le cure termali, limitatamente alle prestazioni non a carico del SSN;
  • prestazioni erogate dal SSN comprese nei livelli essenziali di assistenza, per la sola quota posta a carico dell’assistito;
  • prestazioni sociosanitarie erogate in strutture accreditate residenziali e semiresidenziali o in forma domiciliare, per la quota posta a carico dell’assistito.

  • prestazioni socio sanitarie e le prestazioni sociali erogate nell’ambito dei programmi assistenziali intensivi e prolungati finalizzati a garantire la permanenza a domicilio o in strutture residenziali o semiresidenziali delle persone anziane e disabili non ricompresse nei livelli essenziali di assistenza; le prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio per la parte non garantita dalla normativa vigente;

  • prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei livelli essenziali di assistenza per la prevenzione, cura e riabilitazione di patologie odontoiatriche;

Dati Censis
Considerando che in Italia la spesa sanitaria privata delle famiglie rappresenta circa un quinto della spesa sanitaria totale, il settore della mutualità sanitaria integrativa è riuscito a ritagliarsi una posizione importante nella relazione tra cittadini e servizi sanitari. Relativamente alla mutualità sanitaria integrativa, la ricerca condotta dal Censis ha rilevato che tra il 1999 e il 2007 è aumentato il numero degli iscritti a fondi sanitari integrativi (+2,3%); nel periodo considerato, dunque, i principali fondi di categoria hanno visto aumentare il numero delle adesioni.

I cittadini pagano, secondo quanto rilevato dai dati Censis, di tasca propria circa il 57% delle visite specialistiche, quasi il 21% degli accertamenti diagnostici e il 5% dei ricoveri.

Il 75% dei fondi considerati, poi, copre le spese relative alle degenze in strutture pubbliche e private accreditate, le visite specialistiche e le cure odontoiatriche, il 62,5% quelle relative ai ricoveri in strutture private, agli esami e agli accertamenti diagnostici e gli interventi chirurgici, il 50% offre prestazioni di assistenza domiciliare infermieristica, riabilitazione e lungo degenza e forniture di lenti e occhiali, un 37,5% copre le spese per protesi, estetica e chirurgia, mentre la quota dei fondi che fornisce coperture per l’acquisto di farmaci, psicoterapie, trasporto infermi, assistenza ad invalidi/non autosufficienti e compartecipazione alla spesa (ticket) è pari al 25% del campione esaminato; infine, solo il 12,5% dei fondi considerati offre una copertura ai propri assistiti per le spese relative all’emodialisi.

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