Alimentari, lo sconto è servito!

Caro alimenti Alimentari in corsa con aumenti nell’ordine del 5,5%, questa la fotografia scattata da Federdistribuzione, l'associazione delle grandi catene commerciali, nei primi mesi dell’anno (gennaio-marzo). Le previsioni non sono positive neanche per il prossimo trimestre.

Quali sono i prodotti più “salati”?
Stando alle stime della Federazione presieduta da Paolo Barberini, a guidare la nuova tornata di rincari dei listini industriali c'è la pasta di semola con un +24,3% seguita dal burro con +13,5%, dal latte Uht con +9,2% e dai formaggi con +7%. Barberini ha sottolineato che il tasso di incremento dei listini industriali è più che raddoppiato passando dal +2,3% del 2005 al +5,5% di oggi.

L'analisi di Federdistribuzione ha messo in evidenza anche il fatto che gli aumenti dei listini di 10 tra i più grandi fornitori di prodotti ai negozi della grande distribuzione (Barilla, Coca Cola, Danone, Ferrero, Granarolo, Kraft, Lavazza, Nestlè, Parmalat e Unilever) segnano oggi un aumento del 5,7% su base annua dopo aver fatto registrare un +6,6% nella seconda parte dello scorso anno.

«Anomalo – rilevano alla Federdistribuzione – anche il numero dei listini ricevuti con richieste di aumenti, testimonianza di tensioni lungo tutta la filiera: da giugno a oggi ci sono stati già tre richieste di aumenti e la media supera del 30% l'andamento normale».

Causa dei rincari
Non si tratta, puntualizza Federdistribuzione, di un mero effetto domino causato dall’aumento dei listini delle materie prime come i cereali, ma rimbalzi causati da una concomitanza di fattori, non ultimo il caro petrolio e le tensioni lungo tutta la filiera produttiva.
L’impennata dei prezzi si attende quindi a breve a nche su prodotti rimasti “freddi” al surriscaldamento generale, come i prodotti per la casa.

Sconti in arrivo
Federdistribuzione ha presentato un piano di promozioni, con sconti oscillanti tra il 10% e il 40%, che coinvolge 17 categorie di prodotti: 18 grandi gruppi, con 13mila negozi, si sono impegnati ad inserire, a partire dal 2 maggio, nei piani promozionali le 17 categorie di beni di largo consumo (dal latte alla pasta, dall'olio di oliva ai detersivi) che rappresentano il 30% almeno della spesa quotidiana degli italiani.

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