In Italia le bollette più care d’Europa

Caro bollette Cosa succede se un paese, importatore netto di energia, rifiuta in blocco sistemi di produzione da fonti alternative al petrolio? Che, inevitabilmente, visto e considerato il galoppare dei prezzi degli idrocarburi, la bolletta dei consumi energetici si impennerà. E’ il caso dell’Italia dove eolico, nucleare e rigassificatori non vengono accolti di buon grado, alla luce di eventuali possibili disastri ambientali (v. articolo).

Mentre ci si interroga sulla possibile “terza via” energetica, il 12% del fabbisogno energetico viene acquistato da produttori esteri, mentre il 75% lo si produce su suolo nazionale ma solo grazie a materie prime acquistate da governi e società stranieri (gas dalla Russia e dall'Algeria, petrolio da più parti).

In aggiunta alla completa dipendenza da fornitori stranieri il nostro paese registra anche percentuali di consumo superiori alla media europea. Secondo Eurostat, l'Italia «brucia» infatti tanta energia elettrica quanto Turchia, Polonia, Romania e Austria le quali messe insieme hanno 136 milioni di abitanti. O se volete (stavolta i dati sono dell'Aie, l'Agenzia internazionale dell'energia) quanto mezzo miliardo di africani. E avanti di questo passo nel 2025 consumeremo il 5,3% di tutta l'energia prodotta nel pianeta con lo 0,7% della popolazione mondiale.

Il risultato di una politica di scarsi investimenti ed alti consumi è il costo spropositato delle bollette, in media più salate del 60% rispetto alla media europea, due volte quella francese e tre volte quella svedese. Si pensi che per produrre elettricità, spiega l'Aie, l'Italia brucia in un anno tanto olio combustibile quanto l'India in un anno e mezzo. Per l'esattezza in 551 giorni. E tanto gas quanto tutta l'America Latina in 439 giorni. Va da sé che siamo il Paese europeo che (nonostante il gas naturale copra ormai la metà del settore) dipende di più dal petrolio. Nel solo 2005 ne abbiamo consumato nelle centrali circa 6 milioni e mezzo di tonnellate, pari a 32 superpetroliere come la Exxon Valdez che anni fa affondò in Alaska causando un disastro ecologico. Sei volte di più che la Germania o la Francia, dodici volte più che il Regno Unito.

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