Malati immaginari? La truffa è aggravata!

Malato immginario Parola del ministro della Funzione pubblica! D’ora in avanti sarà vietato ai dipendenti pubblici fingersi malati, pena l’accusa di truffa aggravata. Questo il cavallo di battaglia su cui il ministro Brunetta intende riformare l’assetto del lavoro pubblico. Secondo il piano inoltre i lavoratori statali in esubero che rifiutino la mobilità saranno licenziati.

Stop anche ai premi a pioggia che dovranno essere corrisposti secondo la "valutazione della qualità del prodotto e dei servizi resi". La produttività "dovrà essere direttamente commisurata ai risultati ottenuti". Limitazioni anche per la carriera sulla base di automatismi dovuti all'anzianità di servizio. Quanto agli esuberi, i lavoratori potranno essere "collocate a disposizione, con l'erogazione della sola retribuzione di base, riqualificate e riassegnate ad altra amministrazione. In caso di rifiuto il rapporto di lavoro si risolverà di diritto".

Malattie facili
La guerra ai malati immaginari colpirà gli statali che presentino certificati medici contenenti false attestazioni di malattia. La pena designata dal “giustiziere” dell’impiego pubblico sarà l’accusa di reato di truffa aggravata e il successivo licenziamento. Nella bozza è previsto anche un rafforzamento del sistema dei controlli medici giornalieri durante il periodo di assenza per malattia del dipendente nonchè il licenziamento del medico, se pubblico dipendente, nel caso di falsa attestazione.

Le reazioni dei sindacati. "E' stato un incontro interlocutorio" commenta il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Tre le questioni aperte, a partire dal rapporto tra legge e contratto in materia normativa. "C'è un nuovo testo. Lo valuteremo ma non va alterato il rapporto che c'è oggi altrimenti il contratto nazionale si svuota" spiega Epifani. Un secondo problema investe il rapporto tra il piano industriale e il piano di tagli alla spesa che sta mettendo a punto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. E infine, sul tavolo, i contratti di lavoro ancora aperti. Soddisfatta invece la reazione dell'Ugl: "Un incontro 'positivo" afferma Renata Polverini. Mentre il leader della Cisl, Raffaele Bonanni taglia corto: "Le riforme non si fanno mai attraverso i bastoni ma con il coinvolgimento dei lavoratori. Adesso si sta individuando il cammino più idoneo sul metodo". Come dire che la partita è ancora tutta da giocare.

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