Cipro, prelievo forzoso sui conti correnti: esclusi i depositi sotto 20mila euro?

Prelievo Forzoso che cos'è

Il governo cipriota non ha in parlamento una maggioranza che approvi l'applicazione del prelievo forzoso sui depositi bancari per avere i 10 miliardi di prestito previsti dalla trojka (Bce, UE, Fmi) per salvare l’isola dal default. L’ultima proposta del governo è quella di esentare dal prelievo coercitivo i conti correnti con depositi al di sotto dei 20mila euro, ma anche se il parlamento dicesse sì, il governatore della Banca centrale cipriota, Panicos Demetriades avverte:

Se i piccoli risparmiatori saranno esclusi dal prelievo forzoso proposto dall'Eurogruppo il governo di Nicosia non ce la farà a raccogliere dai depositi bancari la somma di 5,8 miliardi di euro chiesta dall'Ue.

Intanto il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha gettato acqua sul fuoco: non c'è un rischio contagio e

non ci sarà alcun prelievo forzoso dai conti correnti bancari in altri Paesi europei. La situazione di Cipro è unica, il prelievo è necessario e inevitabile.

Prelievo forzoso Cipro: maggiore progressività


Una maggiore progressività nel prelievo forzoso dai conti correnti ciprioti rispetto al piano originale. È quanto hanno deciso ieri i ministri delle finanze dell’Eurogruppo in relazione al piano di salvataggio di Cipro dalla bancarotta: aiuti europei per 10 miliardi in cambio di un prelievo una tantum dai conti di residenti e non che hanno messo i loro soldi, i loro risparmi, nelle banche di Cipro. Ieri da New York a Tokio passando per il vecchio continente tutte le borse hanno chiuso in ribasso, non c’è stato un vero tracollo, ma sul piano della fiducia i mercati hanno subito un duro colpo, mentre il Fondo monetario internazionale metteva in guardia l’Europa da un rischio contagio e il presidente della Consob, l’autorità di controllo sulla borsa italiana, si affrettava a smentire che potessero esserci problemi per il nostro Paese.

Il piano messo a punto dai ministri delle finanze europei il 16 marzo prevedeva un prelievo forzoso tramite un’imposta unica del 9,9% su tutti i depositi superiori a 100mila euro e del 6,75% per quelli inferiori. Secondo il Wall Street Journal le percentuali non sarebbero quelle definitive e ci sarebbero tre scaglioni allo studio: il 3% sui depositi fino a 100mila euro, il 10% tra i 100mila e i 500mila euro e il 15% per quelli superiori a 500mila euro.

E tecnicamente non si tratterebbe di un prelievo unidirezionale, tipo quello Amato del 1992 in Italia, ma di un obbligo per i correntisti ad acquistare azioni delle banche cipriote con i propri risparmi. Dopo la teleconferenza di ieri l’Eurogruppo ha precisato che chi ha piccoli depositi nei conti delle banche di Cipro va trattato diversamente dai titolari di grandi depositi, è importante insomma:

garantire pienamente i depositi inferiori a 100 mila euro.


I depositi sotto la soglia di 100mila euro dovrebbero essere protetti da una sorta di scudo e secondo Nicosia si riusciranno comunque a racimolare i 5,8 miliardi di euro che servono in base al piano di UE, Bce, Fmi. I risparmi depositati nelle banche di Cipro sono oltre 7 volte il prodotto interno lordo del Paese, il 50% dei depositi sarebbe intestato a non residenti, in particolare ricchi oligarchi russi attratti dal regime fiscale da paradiso. Non a caso ieri il presidente russo Vladimir Putin ha tuonato contro il prelievo, misura bollata come ingiusta e pericolosa.

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