Mutui: rinegoziazione o surroga?

Rinegoziazione o surrogazioneQuesto il dilemma! Certo banche e governo hanno trovato l’accordo sul decreto taglia-rate, quello che dal primo gennaio 2009 alleggerirà il conto di chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile, per poi ripresentarglielo però alla fine su un conto a parte.
Il differenziale tra quello che si sarebbe dovuto e ciò che realmente si paga con il "taglia rate" finisce dunque su un conto “accessorio” e verrà coperto in un primo momento dalla banca.

La rinegoziazione “collettiva” prevede rate fisse a durata variabile e riguarderà quanti abbiano stipulato un mutuo prima del 29 maggio 2008 e anche chi è già indietro con il pagamento delle rate, che finiranno nel conto accessorio.

Il decreto fiscale auspicato da Tremonti è attualmente al vaglio della Camera. Critiche le associazioni consumatori che auspicano che «Chi ce la fa ancora a pagare - spiega Rosario Trefiletti presidente di Federconsumatori - ne stia alla larga. Provi semmai a cambiare banca attraverso la surrogazione introdotta da Bersani, quella che avrebbe dovuto stimolare la concorrenza».

I vantaggi della rinegoziazione
Non è sempre tutt’oro quello che luccica sussurra qualcuno secondo cui basterebbe un semplice confronto con il meccanismo della rinegoziazione per comprenderne la poca convenbienza.
Se con la rinegoziazione all’inizio si risparmia, alla fine il conto è salato.

Un esempio
L’esempio arriva da Progetica (v. articolo La Repubblica) che calcola la rinegoziazione su un mutuo a trent’anni di 100mila euro stipulato a novembre 2005 a un tasso del 3,36 per cento. La rata originaria era 441 euro, quella attuale è lievitata a 578. Scegliendo la convenzione Abi-Tesoro si abbassa a 493, con un risparmio di 85 euro al mese. Solo che il mutuo si allunga di 79 mensilità e alla fine sul conto accessorio rimarranno 33mila euro da pagare, che altro non sono che le somme che la banca ha anticipato per ridurre la rata e gli interessi.

Chi usufruisce della convenzione finisce dunque per pagare circa 13mila euro in più rispetto al mutuo originario (200.444). Che accade invece con la surroga? La rata si abbassa di soli 19 euro, la durata del mutuo non aumenta e si risparmia anche qualcosa: invece di 187mila euro il mutuatario finirà per pagarne 183mila. Ma attenzione, l´esempio è fatto su tassi stabili.

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